Rubriche e analisi Commodity della settimana: gas naturale, i fattori che riaccendono la volatilità

Commodity della settimana: gas naturale, i fattori che riaccendono la volatilità

16 Gennaio 2026 14:38

Torna sotto la lente del mondo delle commodity il gas naturale, il cui future TTF ha recentemente strappato al rialzo recuperando mesi di profondo rosso. Il 2026 si è infatti aperto con un clima di incertezza per il mercato del gas naturale che, dopo mesi di relativa stabilità, torna a fronteggiare una combinazione di fattori in grado di riaccendere la volatilità: meteo più rigido, stoccaggi in calo e flussi LNG in rallentamento. Questi i principali driver fautori del recente rialzo, evidenziando i timori sulla sicurezza dell’offerta. Di seguito il commento tecnico al grafico del future quotato all’ICEENDEX.

Mercato del gas naturale: la condizione di domanda ed offerta

In Europa, i futures sul gas naturale hanno mostrato segnali di risveglio, spinti da previsioni meteorologiche che indicano un nuovo calo delle temperature nelle ultime settimane di gennaio. Il ritorno del freddo ha riportato l’attenzione sulla capacità di riserva: gli stoccaggi UE sono ora al 52,5%, ben al di sotto del 65% registrato un anno fa, e nettamente inferiori alla media quinquennale stagionale. Questo rende il sistema energetico europeo più vulnerabile agli shock climatici, proprio mentre la stagione invernale entra nella fase più critica. Sul fronte USA, nonostante un primo rimbalzo sostenuto da previsioni più fredde per il periodo 20–24 gennaio, i dati dell’EIA relativi alla settimana conclusa il 9 gennaio mostrano un prelievo da storage inferiore alle attese (-71 bcf contro -91 bcf previsti), segnale che l’attività di riscaldamento non ha ancora raggiunto livelli sostenuti  grazie a temperature più miti del previsto.

A complicare ulteriormente il quadro c’è il rallentamento dei flussi LNG dagli Stati Uniti. Secondo i dati BloombergNEF, gli export netti verso i terminali americani sono scesi a 17,9 bcf/giorno (-6,1% su base settimanale), complice una serie di problemi tecnici agli impianti di Corpus Christi e Freeport in Texas: un’inferiore capacità di esportazione si traduce in maggior gas nei depositi nazionali, una pressione ribassista sui prezzi USA, ma allo stesso tempo minor disponibilità per i mercati europei ed asiatici. Proprio su quest’ultimo fronte si registra una crescente competizione per le forniture. Un’ondata di freddo attesa su Cina e Giappone potrebbe aumentare la domanda di carichi spot, stringendo ulteriormente il mercato globale e mettendo sotto pressione i flussi verso l’Europa.

A questo contesto si aggiungono le incognite geopolitiche, che restano un elemento da monitorare. Nonostante l’allentarsi del rischio di un coinvolgimento diretto degli Stati Uniti nelle tensioni in Iran, l’instabilità nella regione continua a rappresentare un fattore di rischio latente per il commercio di LNG, soprattutto nei passaggi critici come lo Stretto di Hormuz.

Punto tecnico sul grafico del future

Il future TTF del gas naturale arriva da un 2025 fortemente negativo, con una flessione di circa -46%, ma l’avvio del 2026 segna un’accelerazione significativa, testimoniata da un rialzo di circa +27% nell’ultima settimana.

Dal punto di vista tecnico, il movimento assume particolare rilevanza perché coincide con la rottura della trendline ribassista di lungo periodo (in rosso), rimasta valida dai massimi storici del 2022. Il breakout ha permesso ai prezzi di riportarsi su massimi relativi che non si vedevano da luglio 2025, modificando sensibilmente il quadro di breve e medio periodo.

Prima di questa accelerazione, il future aveva completato un movimento coerente con la proiezione ribassista di un triangolo rettangolo (in arancione) a matrice discendente. Il target tecnico del pattern era collocato in area € 26,5/MWh, livello che è stato raggiunto e che ha successivamente assunto il ruolo di supporto dinamica. Da questa zona si è sviluppata la reazione rialzista, suggerendo l’esaurimento della pressione in vendita e la presenza di interesse in acquisto su livelli considerati estremi.

A rafforzare la lettura del rimbalzo contribuisce anche l’RSI a 14 periodi, che aveva anticipato il movimento attraverso una divergenza rialzista (in rosso). Successivamente, l’oscillatore ha rotto al rialzo le principali resistenze statiche (in viola), confermando un recupero di momentum e segnalando un cambio di passo rispetto alla fase di debolezza che aveva caratterizzato gran parte del 2025.

Il quadro tecnico del TTF mostra segnali di discontinuità rispetto al trend ribassista dominante degli ultimi anni. La rottura della trendline storica rappresenta un passaggio chiave, ma sarà la capacità dei prezzi di consolidare sopra i livelli appena riconquistati a determinare se l’attuale movimento debba essere interpretato come un rimbalzo tecnico violento o come l’inizio di una fase di ricostruzione strutturale più duratura.