Rubriche e analisi Commodity della settimana: cacao, offerta ancora incerta e sprint del future

Commodity della settimana: cacao, offerta ancora incerta e sprint del future

12 Dicembre 2025 09:48

Dopo settimane all’insegna dell’alta volatilità, il future sul cacao si riprende i riflettori del mondo commodity trovando nuovo slancio grazie a un parziale ridimensionamento delle stime di surplus per la stagione in corso. A spingere i prezzi sono stati soprattutto i timori legati all’offerta globale, in un contesto dove l’equilibrio tra produzione e domanda rimane fragile, ma il trend non è più unidirezionale. Di seguito il commento tecnico al grafico del future quotato all’ICEUS.

Mercato del cacao: la condizione di domanda e offerta

Sprint dei future sul cacao sui listini globali a seguito dell’ultima revisione dell’International Cocoa Organization che ha ridotto in modo significativo le attese di surplus, passando da 142.000 a 49.000 tonnellate. Anche Rabobank ha tagliato le proprie previsioni per la stagione 2025/26, segnalando una possibile inversione nella dinamica di eccesso di offerta che aveva pesato sui prezzi nei mesi scorsi. Tuttavia, il quadro globale si controbilancia con una produzione mondiale attesa comunque in crescita del +7,4% annuo e con le prime stime che parlano di raccolti robusti in Africa Occidentale, sostenuti da condizioni meteo favorevoli.

Nel frattempo, la decisione dell’amministrazione Trump di cancellare i dazi su prodotti non coltivati negli USA, tra cui proprio il cacao, e su alcune importazioni dal Brasile, rappresenta un elemento che favorisce la riduzione degli ostacoli all’importazione, favorendo un’offerta più fluida sul mercato americano.

Se l’offerta resta al centro dell’attenzione, la domanda non brilla. I dati sui grindings – ovvero la trasformazione delle fave in prodotti intermedi – segnalano una frenata nei principali mercati: in Asia i volumi del terzo trimestre sono scesi del -17% su base annua, mentre in Europa il calo è stato del -4,8%, toccando i minimi da dieci anni. In Nord America si registra invece un +3,2%, ma i dati sono influenzati dall’ingresso di nuove aziende nel campione monitorato. Sul fronte scorte, quelle monitorate dall’ICE risultano in discesa ai minimi da quasi nove mesi nei porti statunitensi mentre gli arrivi nei porti della Costa d’Avorio – il maggiore produttore mondiale – sono in calo dell’1,8% rispetto all’anno scorso. Anche il consumo finale appare debole: il CEO di Hershey ha parlato di vendite deludenti nella stagione di Halloween, storicamente uno dei momenti chiave per il settore dolciario americano.

Una novità importante per il mercato è l’annuncio dell’ingresso del cacao di New York all’interno del Bloomberg Commodity Index a partire da gennaio. Secondo le stime di Citigroup, questa inclusione potrebbe attrarre flussi in acquisto per oltre $ 2 miliardi da parte di fondi passivi che replicano l’indice. L’attesa per questo evento ha già innescato un certo interesse speculativo, che potrebbe rafforzarsi con l’avvicinarsi della fine dell’anno.

Il cacao vive una fase di transizione con gli operatori che restano in attesa di conferme più nette, sia sul fronte dei fondamentali sia su quello dei flussi da fondi indicizzati.

Punto tecnico sul grafico del future

Il 2025 continua a rivelarsi un anno estremamente complesso per il mercato del cacao. Dall’inizio dell’anno, infatti, il future quotato all’ICEUS ha registrato una performance negativa pari a -45%, ma nelle recenti sedute si sta sviluppando qualche segnale incoraggiante.

Sul piano grafico il future si caratterizza per la rottura della trendline rialzista di lungo periodo (in blu), culminata con la formazione di un ampio canale discendente (in arancione) che da mesi racchiude la dinamica dei prezzi. L’impostazione rimane pienamente ribassista e coerente con una struttura di lungo periodo che non ha ancora mostrato segnali di inversione.

Nelle ultime sedute, tuttavia, il mercato sta registrando un rimbalzo tecnico che merita attenzione. Il movimento è stato accompagnato dalla rottura della trendline ribassista di breve (in rosso), sebbene si sottolinei che i prezzi rimangono comunque distanti dal limite superiore del canale, condizione che impedisce di interpretare il movimento come un tentativo di cambio di scenario.

Il rialzo recente si distingue però per un elemento di forza: l’incremento dei volumi. Dopo mesi di attività contratta, infatti, il mercato sta mostrando una partecipazione crescente. Inoltre, sul fronte dell’RSI a 14 periodi, che mostra una divergenza rialzista (in rosso) rispetto alla price action, segnalando una progressiva perdita di pressione ribassista. L’oscillatore ha inoltre superato sia la resistenza dinamica (in verde) sia la resistenza statica (in viola), suggerendo che la spinta potrebbe non essere esaurita.

Il punto decisivo nelle prossime sedute sarà la capacità del cacao di confrontarsi con la resistenza statica individuata in area $6,65/tonnellata (in nero). Un rigetto della zona confermerebbe il movimento come semplice rimbalzo all’interno di una struttura ribassista ancora dominante. Al contrario, una rottura convinta accompagnata da volumi aprirebbe la strada ad un’estensione del recupero e costituirebbe il primo segnale concreto di possibile revisione del quadro di lungo periodo.