Rubriche e analisi Commodity della settimana: Brent, eccesso d’offerta e futures ancora al ribasso. Focus sui livelli chiave

Commodity della settimana: Brent, eccesso d’offerta e futures ancora al ribasso. Focus sui livelli chiave

14 Novembre 2025 10:38

Torna sotto la lente di ingrandimento, nel mondo commidities, il future del Brent quotato all’ICEEUR. La pressione delle ultime settimane continua a farsi sentire con l’outlook Opec che ricalibra le proprie aspettative, tornate strutturalmente a sbilanciarsi sul lato dell’offerta, sebbene anche il fronte della domanda abbia ripreso a spingere. Dal lato geopolitico permangono le tensioni con la Russia ancora soggetta a sanzioni statunitensi. Di seguito il commento tecnico al grafico del future.

Mercato del brent: scenario IEA e Opec su domanda e offerta

Continua il periodo ribassista per l’oro nero, con i futures quotati sui principali listini voltati ancora negativamente. Tra i principali driver per questo asset strategico sul fronte macroeconomico sono arrivate le stime aggiornate dell’Energy Information Administration (EIA), la quale sostiene che il mercato petrolifero si stia progressivamente sbilanciando con un aumento simultaneo delle previsioni sia di domanda che di offerta, ma con quest’ultima destinata a crescere in modo più consistente. Per il 2025, la crescita dell’offerta globale è vista a +3,1 milioni di barili al giorno (bpd), contro +788.000 bpd di domanda, mentre per il 2026 il divario dovrebbe ampliarsi ulteriormente con un surplus previsto di oltre 4 milioni di barili al giorno. Anche l’Opec ha confermato un quadro simile, segnalando per il terzo trimestre dell’anno in corso un’eccedenza produttiva pari a 500.000 bpd. Una presa di coscienza significativa rispetto alle previsioni più ottimistiche formulate all’inizio dell’anno, che vedevano il mercato destinato a rimanere in deficit almeno fino al 2026.

A peggiorare il sentiment contribuiscono anche i dati sulle scorte: nell’ultima settimana, le scorte statunitensi di greggio hanno registrato un incremento ben superiore alle attese. Secondo il Dipartimento dell’Energia, è stato rilevato un aumento di 6,4 milioni di barili, portando il totale a 427,5 milioni, contro una previsione che si limitava a circa 400.000 barili. In parallelo, la stessa EIA ha rivisto al rialzo le stime di produzione domestica, prevedendo per quest’anno un nuovo massimo storico più ampio del previsto.

Sul fronte geopolitico, le sanzioni statunitensi a Lukoil e ad altri attori dell’industria russa restano un tema caldo, ma per ora sembrano avere un impatto più simbolico che strutturale sul bilancio globale. Alcuni analisti sottolineano che potrebbero esserci disagi a breve termine nelle esportazioni russe verso l’India, ma finché l’Opec+ continuerà ad aumentare l’output, le ricadute effettive in termini di offerta globale resteranno contenute.

Il focus del mercato si sposta nuovamente su scorte crescenti, produzione in aumento e consumi in frenata, complici anche le attese su un possibile rallentamento economico globale. L’attenzione resta alta a causa di questo eccesso di offerta, ma lo squilibrio segnalato dalle agenzie internazionali sembra destinato a pesare ancora sulle quotazioni nel breve.

Punto tecnico sul grafico del future

Il future sul Brent resta in un quadro tecnico complesso, penalizzato dalla pressione ribassista che caratterizza i prezzi dall’inizio dell’anno, con una performance negativa di circa -15,5% da inizio 2025. La tendenza dominante resta orientata al ribasso, ma nelle ultime sedute si intravedono segnali da monitorare per un possibile tentativo di rimbalzo nel breve termine.

Il movimento di fondo del Brent rimane condizionato dalla trendline discendente di medio periodo (in rosso), dalla quale il prezzo si mantiene ancora a distanza, evidenziando la persistenza di una pressione negativa. Il quadro grafico mostra inoltre la presenza di un canale discendente (in arancione), attivo ormai da diversi mesi, i cui limiti superiore e inferiore definiscono rispettivamente le principali aree di resistenza e supporto. Il comportamento del prezzo all’interno di questo canale è influenzato da una regressione sulla mediana del movimento ad ogni test dei limiti estremi.

Nelle ultime settimane, il Brent sembra aver configurato un potenziale testa e spalle rovesciato, pattern classico di inversione rialzista, che tuttavia necessita di una conferma con la rottura della neckline. Quest’ultima, in area $ 65,40, coincide anche con il limite superiore del canale discendente. Una chiusura decisa sopra tale livello rappresenterebbe un segnale tecnico chiave di breve periodo, ma al momento mancano conferme di forza sui volumi .

L’RSI a 14 periodi si trova in una fase neutrale, dopo aver registrato solo deboli segnali di recupero. L’oscillatore resta intrappolato tra la resistenza dinamica (in verde) e il supporto statico (in viola), e sarà la rottura di uno di questi due livelli a fornire il prossimo segnale operativo.

Il Brent resta in una fase di potenziale transizione: la configurazione del testa e spalle rovesciato potrebbe rappresentare il preludio di un rimbalzo, ma fino ad allora, il trend di fondo resta orientato al ribasso e dominato dalle pressioni macroeconomiche e dalla debolezza della domanda energetica globale.