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Yahoo: il cda sotto l’attacco del fondo Starboard Value

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L'”aggressivo piano strategico” di Marissa Mayer per rilanciare Yahoo, presentato a inizio febbraio, non convince uno dei principali azionisti della società di Sunnyvale, il fondo Starboard Value, che sferra l’attacco al consiglio d’amministrazione.

Con una lettera agli azionisti di Yahoo il fondo Starboard Value, che controlla l’1,7% del capitale della società internet, ha annunciato di voler presentare una lista di nove candidati per il consiglio di amministrazione alla prossima assemblea generale. Il testo della comunicazione non nasconde il giudizio negativo sull’attuale board che “non è riuscito a creare valore per gli azionisti”. “C’è un disperato bisogno di un cambiamento – prosegue il testo della lettera – e il cda si rifiuta di intraprendere questi cambiamenti”. L’investimento di Starboard Value, uno dei maggiori azionisti di Yahoo, ammonta a circa 570 milioni di dollari.   

“I risultati operativi sono stati decisamente negativi e materialmente peggiori delle guidance del management e delle aspettative degli analisti. Infatti – recita il documento – nonostante il management abbia affermato che il risultato operativo ha toccato i minimi nel terzo trimestre 2014, in realtà l’ebitda è diminuito ancora del 47% anno su anno. Questa atroce performance è ancora più sconvolgente se si considerano i miliardi di dollari spesi negli ultimi anni in quelle che si sono dimostrate acquisizioni inutili e in spese di ricerca e sviluppo”. 
La lista di nove nominativi che il fondo Starboard Value proporrà alla prossima assemblea generale, della quale fa parte il direttore generale del fondo Jeffrey Smith, è il risultato, scrive la società, di un approfondita selezione di personalità con notevoli e diversificate capacità. 
Marissa Mayer, attuale amministratore delegato di Yahoo, non sembra quindi aver convinto con il suo “aggressivo piano strategico” presentato a inizio febbraio, dopo una trimestrale in perdita per oltre 4 miliardi di dollari. Nel dettaglio il piano strategico prevede un taglio della forza lavoro su scala globale pari al 15%, con una riduzione dei costi pari a 400 milioni di dollari entro la fine del 2016. E’ inoltre prevista la chiusura di alcuni uffici in cinque differenti sedi nel mondo (Dubai, Città del Messico, Buenos Aires, Madrid e Milano). E infine Yahoo intende vagliare altre opzioni, tra cui “dismissioni non strategiche” che potrebbero generare per le casse del gruppo oltre un miliardo di dollari.

Leggi QUI la notizia del piano strategico di Yahoo presentato a febbraio. 

Leggi QUI la lettera di Starboard Value agli azionisti di Yahoo (in inglese)