Westminster frena il no-deal Brexit di Johnson, ma aumentano timori recessione UK
Una recessione provocata dalla Brexit, ovvero una Brexit-induced recession. E’ quanto temono sempre di più gli analisti e gli economisti che guardano al Regno Unito, sulla scia dei pessimi numeri appena arrivati dal fronte macroeconomico. Questo, mentre va in scena nel paese l’ennesima crisi costituzionale, con il premier Boris Johnson che viene messo KO dal Parlamento.
Riunitosi dopo la pausa estiva, il Parlamento ha votato infatti a favore della proposta di legge presentata da alcuni parlamentari per impedire il no-deal Brexit, con 328 sì e 301 no, grazie anche al sostegno dei cosidetti Tory ribelli.
Il sì alla proposta di legge lega le mani al premier Boris Johnson, impedendogli di far uscire il Regno Unito dal blocco europeo in assenza di un accordo con Bruxelles. La sterlina di conseguenza guadagna, con gli operatori che scommettono su un ulteriore rinvio della Brexit.
L’indice PMI del settore dei servizi reso noto da Markit è sceso ad agosto ad appena 50,6 punti, rispetto ai 51,4 punti di luglio. Ancora più allarmante l’indice di Markit noto come All Sector Output Index, che è precipitato sotto la soglia di 50 punti (linea di demarcazione tra fase di contrazione, valori al di sotto, e fase di espansione, valori al di sopra, dell’attività economica”, attestandosi a 49,7 punti. Il dato, pessimo, conferma la contrazione del settore privato, provocata soprattutto dai trend negativi dei settori manifatturiero ed edilizio.
Dall’indice emerge che le società che operano nel settore dei servizi, che rappresentano il fulcro dell’economia britannica, hanno segnalato un forte rallentamento, a agosto, della crescita delle proprie attività. Molti hanno puntato il dito contro l’incertezza politica legata alla Brexit, che si è tradotta di per sé in minori investimenti dal parte del mondo Corporate UK: A dispetto della debolezza della sterlina, inoltre, le nuove esportazioni sono rimaste in una fase di stallo, in quanto alcuni clienti europei hanno preferito attendere un momento meno confuso, nel paese, per fare shopping di prodotti UK. Il risultato è che la fiducia elle imprese è scivolata al minimo degli ultimi tre anni, ovvero dal referendum sulla Brexit del 23 giugno del 2016. Markt, la società che ha stilato l’indice Pmi, ha già detto di temere che l’economia UK si contrarrà dello 0,1% circa nel terzo trimestre del 2019. Un tale trend del Pil farebbe scivolare il paese nella sua prima recessione in dieci anni, dopo il -0,2% del Pil del secondo trimestre.