Warren Buffett sorprende tutti ed entra in una Big Tech sdegnata in passato. Ecco perchè
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Mentre il conto alla rovescia in vista della pensione è ormai agli sgoccioli, Warren Buffett ha dato una rimescolata decisamente importante al proprio portafoglio inserendo una big tech che in passato aveva sdegnato e allo stesso tempo elogiato mostrando rammarico per non averci investito.
Blitz in Google
Stando alla documentazione depositata presso la Securities and Exchange Commission il 14 novembre, nel terzo trimestre la Berkshire Hathaway di Buffett ha acquistato ben 17,9 milioni di azioni di Alphabet, la società madre di Google, riducendo invece le sue partecipazioni in Bank of America e Apple.
Ai valori di Borsa di venerdì scorso, le azioni acquistate valgono ad oggi circa 4,9 miliardi di dollari. Valore destinato a salire con Wall Street che dovrebbe brindare alla mossa di Buffett con alcune piattaforme che preannunciano un avvio a spron battuto di Alphabet con rialzo teorico tra il 6 e il 7 percento.
Perché Berkshire ha acquistato Alphabet
Alphabet è reduce da un forte rally del 46% di Alphabet quest’anno dovuto alla domanda di intelligenza artificiale e al forte slancio della sua divisione cloud. L’oracolo di Omaha nel prendere questa decisione d’investimento si è fatto probabilmente guidare da Ted Weschler e Todd Combs, gestori degli investimenti di Berkshire, entrambi fermamente convinti che l’intelligenza artificiale e le attività cloud di Google abbiano un enorme potenziale di crescita stando a quanto riferisce la Cnbc. Uno di loro due è stato anche l’artefice dell’investimento di Berkshire in Amazon nel 2019 e il conglomerato detiene ancora 2,2 miliardi di dollari di azioni Amazon.
Il grande rimpianto
Buffett in passato si era espresso in modo molto chiaro su Google ammettendo di aver “fallito” non investendo in anticipo, anche se aveva un’idea del suo potenziale pubblicitario. Geico, l’unità di assicurazioni auto del Berkshire, è stata uno dei primi clienti di Google, pagando al motore di ricerca 10 dollari ogni volta che qualcuno faceva clic sull’annuncio in quel momento.
“Avevo visto il prodotto funzionare e conoscevo il tipo di margini che avevano” – dichiarò Buffett nell’ormai lontano 2018 – Non sapevo abbastanza di tecnologia per sapere se questa fosse davvero quella che avrebbe fermato la corsa competitiva”.
In generale Buffett ha sempre avuto una certa riluttanza verso i nomi tecnologici ad alta crescita, con l’eccezione di Apple che però ha sempre definito più un’azienda di prodotti di consumo che un puro gioco tecnologico.
Apple rimane la partecipazione più importante
Alphabet diventa subito la decima partecipazione più grande negli Stati Uniti detenuta dalla Berkshire. La prima rimane di gran lunga Apple nonostante la nuova limatura della quota di un altro 15% nel terzo trimestre a 60,7 miliardi di dollari.
Ridimensionamento della quota nella Mela Morsicata che va ormai avanti dal 2024 con il taglio di circa i due terzi delle azioni detenute da Berkshire.
Il conglomerato ha anche ridotto del 6% la quota in Bank of America, sua terza maggiore partecipazione dietro Apple e American Express.
Berkshire risulta venditore netto di azioni per 12 trimestri consecutivi.

Ultime settimane di Buffett alla guida della sua creatura
Il mandato di Warren Buffett come amministratore delegato si sta avvicinando alla fine dopo 60 anni alla guida di Berkshire Hathaway. A fine anno Buffett lascerà infatti la guida dopo 60 anni. Il successore designato è Greg Abel, vicepresidente con delega alle operazioni non assicurative, che diventerà ceo a partire dal 1° gennaio 2026. Secondo Buffett il profilo di Abel è il più adatto a portare avanti la filosofia di lungo termine del conglomerato.
Buffett, che ha 95 anni, ha specificato che non venderà le sue azioni classe A fino a quando gli azionisti non saranno a loro agio con Abel. “Un livello di fiducia che non penso ci vorrà molto per raggiungere”, ha detto nella sua lettera in occasione delle feste del Ringraziamento, l’unica che manterrà una volta uscito da Berkshire Hathaway.
Buffett manterrà il ruolo di presidente non esecutivo, continuando a dare supporto dove necessario, ma senza più occuparsi delle decisioni operative quotidiane.