Inflazione Ue prossima al target, Pil visto in “espansione moderata” a fine anno. I punti chiave del bollettino Bce
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A due settimane esatte dall’ultima riunione della Banca centrale europea (Bce) dello scorso 30 ottobre durante la quale il consiglio direttivo ha deciso di mantenere invariati i tre tassi di interesse di riferimento nella zona euro, viene pubblicato il bollettino economico nel quale vengono approfonditi diversi temi, tra cui quello dell’attività economica, dell’inflazione e della valutazione dei rischi.
Soffermiamoci ora su alcuni spunti presenti nella pubblicazione che approfondisce e rilascia le principali informazioni economiche e monetarie alla base delle decisioni del Consiglio direttivo.
Economia, inflazione e politica monetaria: il punto nel bollettino economico
Post riunione di fine ottobre, nel bollettino economico la Bce fissa ancora alcuni concetti chiave in vista del meeting di fine anno. In particolare, gli esperti sottolineano come “l’economia abbia continuato a crescere nonostante il difficile contesto mondiale”, ma parlando delle prospettive vengono definite “ancora incerte, soprattutto a causa delle attuali controversie commerciali e delle tensioni geopolitiche a livello mondiale”.
L’inflazione nella zona euro “resta prossima all’obiettivo del 2% a medio termine e la valutazione delle prospettive di inflazione condotta dal consiglio resta pressoché invariata”. L’istituto di Francoforte sottolinea ancora una volta che “il Consiglio direttivo è determinato ad assicurare che l’inflazione si stabilizzi sull’obiettivo del 2 per cento a medio termine” e per definire l’orientamento di politica monetaria adeguato, “seguirà un approccio guidato dai dati, secondo il quale le decisioni vengono adottate di volta in volta a ogni riunione“. In particolare, le decisioni del Consiglio direttivo sui tassi di interesse, evidenzia il documento, saranno basate sulla valutazione delle prospettive di inflazione e dei rischi a esse associati, considerati i nuovi dati economici e finanziari, nonché della dinamica dell’inflazione di fondo e dell’intensità della trasmissione della politica monetaria. “Il Consiglio direttivo non intende vincolarsi a un particolare percorso dei tassi”.
Le attese per il quarto trimestre: espansione ma moderata
“Nel quarto trimestre del 2025 il Pil in termini reali nell’area dell’euro è atteso espandersi moderatamente, in un contesto di andamenti settoriali divergenti”. Questa una delle principali indicazioni contenute nel bollettino economico diffuso oggi dalla Bce. “L’aumento del Pmi composito preliminare relativo al prodotto in ottobre è coerente con una dinamica moderatamente positiva della crescita nel settore manifatturiero all’inizio del quarto trimestre, mentre l’attività nei servizi si è rafforzata ulteriormente, confermando il ruolo di tale settore quale principale traino dell’economia”, si legge ancora nel documento nel quale si evidenzi, però, che il calo delle aspettative delle imprese sui 12 mesi, desunto dall’indagine Pmi, è stato particolarmente marcato per il comparto dei servizi e modesto per quello manifatturiero.
Nel complesso, suggerisce la Bce, ci si attende che l’elevata incertezza, l’aumento dei dazi effettivi, il rafforzamento dell’euro e la maggiore concorrenza a livello mondiale frenino la crescita nel quarto trimestre del 2025.
Osservando, infine, l’andamento del terzo trimestre 2025, nel bollettino dell’istituto di Francoforte si evidenzia che “l’economia dell’area dell’euro è cresciuta dello 0,2 per cento, dallo 0,1 del secondo trimestre, secondo la stima preliminare dell’Eurostat“. Una crescita che ha continuato a essere caratterizzata da notevoli differenze tra le maggiori economie dell’area dell’euro. “Il Pil in termini reali è aumentato dello 0,6 per cento in Spagna, dello 0,5 in Francia e dello 0,4 nei Paesi Bassi, mentre è rimasto invariato in Germania e in Italia“, si legge ancora nel documento.