Notizie Notizie Italia Warren Buffett passa il testimone a Greg Abel: i dettagli nella lettera agli azionisti di Berkshire

Warren Buffett passa il testimone a Greg Abel: i dettagli nella lettera agli azionisti di Berkshire

11 Novembre 2025 10:08

Alla fine la tanto attesa lettera di Warren Buffett è arrivata. Il leggendario investitore che lascerà a fine anno la guida di Berkshire Hathaway, nella tradizionale missiva agli azionisti diffusa in occasione del Giorno del Ringraziamento, ha annunciato due mosse decisive per il suo prossimo futuro: il rafforzamento del piano di donazioni alle fondazioni dei suoi figli e la scelta di mantenere per un periodo una quota significativa delle azioni di Classe A, così da accompagnare il passaggio di testimone al suo successore designato, il delfino Greg Abel.

Buffett delinea un passaggio di leadership che punta alla continuità

Il tema della successione è centrale in questa fase. Buffett ha voluto parlare direttamente al pubblico più sensibile al cambiamento: gli azionisti. Dopo sessant’anni ai vertici della Berkshire, la figura del fondatore si è intrecciata profondamente con l’identità stessa del gruppo. Il prossimo CEO sarà Greg Abel, 63 anni, da quasi un decennio numero due dell’azienda e responsabile delle attività non assicurative del conglomerato. Individuato come erede già nel 2021, Abel ha gradualmente assunto competenze strategiche e decisionali, familiarizzando con la gestione del capitale e la cultura interna. Buffett ha sottolineato di voler preservare una presenza azionaria visibile per un periodo di tempo, così da favorire una transizione ordinata e permettere agli investitori di sviluppare una fiducia diretta nel nuovo leader.

L’obiettivo, ha spiegato, è garantire che lo stile Berkshire — prudente, paziente e orientato al lungo termine — resti intatto anche dopo il suo ritiro operativo.

Rassicurare gli investitori è la prima priorità

Buffett ha ribadito di voler conservare una quota significativa di azioni finché il mercato non avrà sviluppato verso Abel la stessa fiducia maturata nel tempo nei confronti della storica coppia Buffett-Munger. “Quel livello di fiducia non dovrebbe richiedere molto,” ha aggiunto, ricordando che sia il consiglio d’amministrazione sia la sua stessa famiglia sostengono Abel in modo pieno.

Una filantropia che guarda al futuro della famiglia

L’oracolo di Omaha ha poi ribadito l’impegno a donare praticamente l’intera sua fortuna — oggi vicina ai 150 miliardi di dollari — alle fondazioni dei suoi tre figli. Una scelta coerente con la sua filosofia secondo cui la ricchezza dovrebbe essere usata per scopi sociali, non tramandata come mero privilegio ereditario. Tuttavia, ha riconosciuto che è il momento di accelerare: “Voglio aumentare la probabilità che siano i miei figli a gestire i fondi finché sono ancora attivi, prima che subentrino trustee esterni.” I figli di Buffett hanno oggi tra 67 e 72 anni. Accelerare le donazioni significa permettere loro di svolgere il ruolo filantropico in modo diretto e consapevole.

Il “Buffett premium” e la reazione del mercato

Da quando, lo scorso maggio, Buffett ha confermato il passaggio della guida a Greg Abel a fine anno, il titolo Berkshire è sceso di circa il 7%, mentre l’S&P 500 ha guadagnato il 20%. La differenza viene interpretata dagli analisti come una riduzione del cosiddetto “Buffett premium”, ossia quel valore aggiuntivo legato al prestigio personale del suo fondatore.

Buffett, tuttavia, è stato netto: “L’accelerazione delle mie donazioni non riflette alcun cambiamento nella mia fiducia nelle prospettive di Berkshire. Non riesco a pensare a un CEO, un consulente o un accademico che sceglierei al posto di Greg per gestire i vostri risparmi e i miei.”

Una fortezza finanziaria costruita per resistere ai cicli

Buffett ha preso il controllo della Berkshire nel 1965, e da allora è passata da azienda tessile in difficoltà a conglomerato da oltre mille miliardi di dollari. Oggi dispone di una liquidità record — 381,6 miliardi di dollari — a testimonianza di una gestione prudente. L’utile operativo è cresciuto del 34% nell’ultimo trimestre, ma lo stesso Buffett riconosce che le dimensioni colossali limiteranno i futuri tassi di crescita. Nonostante ciò, la sua visione resta orientata al lungo periodo: “Il nostro titolo potrebbe perdere anche il 50%, com’è accaduto tre volte in sessant’anni. Ma non disperate: l’America tornerà a crescere. E Berkshire crescerà con lei.” Buffett rimane ancora oggi il primo e più grande azionista di Berkshire Hathaway. Sulla base delle comunicazioni più recenti, il valore delle sue partecipazioni si aggira attorno ai 149 miliardi di dollari, una cifra che testimonia quanto la sua ricchezza sia quasi interamente legata al destino del conglomerato. La componente dominante del suo patrimonio è costituita dalle storiche azioni di Classe A, tra le più costose al mondo, che attualmente vengono scambiate intorno ai 750 mila dollari l’una.

Dal 2006 Buffett ha ceduto più della metà delle sue azioni nell’ambito dei suoi programmi filantropici, pur mantenendo ancora una quota vicina al 14% del capitale complessivo. Tra le donazioni più rilevanti spiccano i contributi pluriennali alla Bill & Melinda Gates Foundation, a cui nel tempo ha destinato oltre 47 miliardi di dollari. Lo stesso Buffett ha però precisato che questi trasferimenti termineranno con la sua scomparsa, quando saranno le fondazioni dei figli a diventare i canali principali della sua eredità filantropica.

Nel messaggio agli azionisti, Buffett ha anche ribadito la resilienza del modello Berkshire. Il gruppo controlla circa 200 società, con attività che spaziano dalle assicurazioni al trasporto ferroviario, dall’energia ai beni di consumo. La holding oggi vale oltre 1.000 miliardi di dollari e dispone di un portafoglio azionario da più di 280 miliardi, con partecipazioni di lungo corso in colossi come Apple e American Express, oltre a una riserva di liquidità record che supera i 380 miliardi di dollari.

Pur riconoscendo che le dimensioni stesse dell’azienda limitano le possibilità di replicare le performance straordinarie del passato, Buffett ha sottolineato che il conglomerato continua a vantare “prospettive moderatamente superiori alla media”, con alcuni asset capaci di generare valore anche in condizioni di mercato complesse. Come ama ricordare lui stesso, le idee davvero buone non sono molte — ma non sono nemmeno finite.