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Wall Street mette il freno dopo il rally, focus su Apple post Buffett. UBS spiega trend tassi Treasuries: ‘non è (ancora) una minaccia’

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Wall Street in lieve calo all’indomani dei rialzi che hanno portato lo S&P 500 in particolare a concludere la sessione migliore da quella dello scorso 5 giugno e il Nasdaq e il Dow Jones riportare la sessione di trading migliore dallo scorso novembre. Il Dow Jones cede lo 0,13% a 31.495 punti; il Nasdaq arretra dello 0,51% a 13.519 punti, mentre lo S&P 500 scende dello 0,28% a 3.890 punti.

Nella sessione della vigilia, l’indice S&P 500 ha messo a segno un balzo del 2,38%, il Dow Jones Industrial Average è salito dell’1,95% e il Nasdaq Composite è volato di oltre + 3% dopo essere capitolato del 4,9% la scorsa settimana.

Hanno guadagnato tutti gli 11 sottoindici settoriali dello S&P 500. I titoli sensibili al trend dell’economia – nel caso specifico a una ripresa dell’economia – ovvero i titoli ciclici come gli energetici e i finanziari hanno continuato a fare meglio del mercato, grazie al recupero del Pil atteso con l’allentamento delle retrizioni e misure di lockdown, su cui si scommette con l’aumento delle persone vaccinate contro il coronavirus Covid-19.

Detto questo, hanno fatto bene anche le Big Tech come Facebook +2,8%, Apple +5,39% e Tesla +6,36%. Il boom di Apple si spiega in particolare con il fattore Warren Buffett. Nella lettera annuale agli azionisti, il presidente e ceo di Berkshire Hathaway ha confermato che la sua conglomerata detiene il 5,4% del capitale di Apple, congratulandosi con il colosso di Cupertino per la politica di dividendi e di buyback azionari.

“L’investimento di Berkshire in Apple illustra chiaramente il potere delle operazioni di riacquisto”, ha scritto Buffett nella missiva, annunciando che anche Berkshire Hathaway procederà al riacquisto delle proprie azioni.

Il titolo Apple ha guardato con favore alle dichiarazioni di Buffett, sovraperformando il Nasdaq, che pur ha riportato ieri un’ottima seduta dopo i recenti sell off, balzando del 3,01%.

Il titolo oggi è tuttavia in lieve ribasso. Tra le altre azioni FAANG, Facebook segna un timido rialzo, così come anche Amazon, Alphabet (la società a cui fa capo Google), mentre Netflix è ingessata. Tra le altre Big Tech, Tesla cede invece più dell’1%.

Occhio alla nota, riportata dalla Cnbc, di Mark Haefele, chief investment officer di UBS Global Wealth Management, che ha commentato il recente sell off sui mercati, scatenato dal balzo dei rendimenti dei Treasuries Usa fin oltre l’1,6% (ora i tassi – si parla di quelli decennali – sono stabili attorno all’1,45%).

“L’ansia per i rendimenti appare come un fattore che è stato in gran parte responsabile del ritracciamento dello S&P 500, pari a -3% dal record assoluto testato alla metà di febbraio”. Ma “noi crediamo che l’interruzione del rally dell’azionario sarà temporanea, e riteniamo che gli investitori debbano considerare il dietrofront nel contesto”.

Il punto, infatti, per Mark Haefele, è che “l’aumento dei rendimenti è stato provocato dall’ottimismo per la crescita (dell’economia), non dalle preoccupazioni per l’inflazione, e dunque non rappresenta ancora una minaccia per gli asset di rischio”.

Tra i titoli sotto i riflettori attenzione anche a Target, che avanza del 2%, dopo che la catena di negozi retail ha annunciato di aver assistito a una forte crescita delle vendite grazie al periodo dello shopping natalizio e all’arrivo degli assegni a favore delle famiglie americane. In tutto, le vendite dell’intero anno fiscale 2020 sono balzate di oltre $15 miliardi, a un ritmo superiore rispetto a quello riportato negli ultimi 11 anni. Gli utili netti del quarto trimestre fiscale terminato il 30 gennaio sono balzati del 66% a $1,38 miliardi, o $2,73 per azione, rispetto agli $834 milioni, o $1,63 per azione, del quarto trimestre fiscale del 2019.

Escluse le voci di bilancio straordinarie, l’attivo per azione è stato di $2,67, meglio dei $2,54 per azione attesi dal consensus. Il fatturato è salito del 21% a $28,34 miliardi dai $23,4 miliardi del quarto trimestre dell’anno precedente e meglio dei $27,48 miliardi attesi.

Target ha beneficiato soprattutto delle vendite online, mai tanto utili durante il periodo di lockdown da Covid-19. Basti pensare che le vendite su base comparata – quelle nei negozi aperti da almeno 13 mesi – sono salite del 20,5% su base annua, grazie al boom pari a +118% delle vendite digitali.