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Wall Street incerta dopo Pil Usa, tonfo ordini e nuovo boom sussidi. Ma c’è chi scommette su S&P +7% entro agosto

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Wall Street incerta, dopo la carrellata di dati che hanno confermato il danno che la pandemia da coronavirus ha inflitto all’economia americana. Gli indici azionari sono al momento ingessati: il Dow Jones scende dello 0,07% a 25.529 punti; il Nasdaq fa -0,03% a 9,409, mentre lo S&P fa -0,04% a 3.034 punti.

In primo piano il Pil Usa del primo trimestre, che è stato rivisto al ribasso dalla contrazione pari a -4,8% inizialmente resa nota a -5%.

Il deterioramento del mercato del lavoro è stato confermato dalle richieste iniziali dei sussidi di disoccupazione che, nella settimana terminata lo scorso 23 marzo, hanno superato quota 2,1 milioni (nel senso che sono stati più di 2,1 milioni gli americani rimasti senza lavoro che hanno chiesto di percepire i sussidi statali).

E’ la decima settimana consecutiva che le richieste superano quota 2 milioni. Dallo scoppio della pandemia, gli americani che hanno fatto richiesta per ricevere i sussidi sono stati in tutto 46 milioni.

Le nuove richieste sono però scese in modo costante da quando sono salite di ben 6,9 milioni nella settimana terminata il 28 marzo.

Molto male anche gli ordini dei beni durevoli Usa che, nel mese di aprile, sono precipitati del 17,2%, lievemente meglio del tonfo del 18,2% atteso dal consensus.

Lo S&P 500 e il Dow Jones hanno chiuso ieri ai massimi dagli inizi di marzo, mentre il Nasdaq ha riportato il valore di chiusura più alto dallo scorso 20 febbraio.

Barry Bannister, responsabile strategist per l’azionario presso Stifel, noto per aver previsto il recupero della borsa Usa dai minimi di marzo, ha scritto in una nota di credere che, entro il mese di agosto, l’indice S&P 500 salirà del 7%, fino a 3.250 punti.

I guadagni delle ultime sessioni hanno portato lo S&P – che era sceso del 34% dalla chiusura record del 19 febbraio al minimo del 23 marzo – a oscillare a un valore inferiore del 10,3% circa rispetto ai suoi valori massimi.

A pesare sono i titoli dei social network come Twitter e Facebook, dopo le minacce arrivate dal presidente Donald Trump.

Tra le altre storie societarie da monitorare, anche American Airlines che ha annunciato un piano per tagliare del 30% lo staff manageriale e amministrativo. Si tratta di una riduzione di 5.000 posti di lavoro circa, dovuta alle conseguenze della pandemia da coronavirus che si sono abbattute sulla compagnia aerea e l’intero settore.

Sui mercati pesano anche le tensioni tra Stati Uniti e Cina, dopo che Pechino ha approvato la proposta di legge sulla sicurezza nazionale che comporta nuove strette su Hong Kong.

Proprio ieri il segretario di stato Usa Mike Pompeo aveva annunciato di aver riportato al Congresso che gli Usa non possono più certificare l’autonomia politica di Hong Kong: una dichiarazione che, se avallata dal Congresso e dal presidente Donald Trump, potrebbe comportare la rimozione dello status speciale commerciale della città stato.

Contemporaneamente, la Camera ha approvato un decreto-legge che autorizza sanzioni contro i funzionari cinesi responsabili di abusi dei diritti umani nei confronti delle minoranze musulmane.

Ieri dal Beige Book, il rapporto sulle condizioni dell’economia degli Stati Uniti che viene diffuso dalla Federal Reserve otto volte l’anno, è emerso che “l’attività economica ha frenato in tutti i distretti americani esaminati, con la maggior parte colpita da una forte contrazione”.