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Wall Street: prevale ottimismo, ma attenzione a Twitter e Facebook

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Prevale ancora l’ottimismo sui mercati, per la ripresa delle attività post lockdown e per i piani di stimoli. Tuttavia l’acuirsi delle tensioni tra Stati Uniti e Cina potrebbe tornare a rovinare l’umore degli operatori. Wall Street si prepara a un avvio prevalentemente positivo, con il future sul Dow Jones in rialzo dello 0,68% a circa un’ora e mezza dalla partenza e quello sull’S&P500 in progresso dello 0,29%. Ieri sono state superate importanti soglie psicologiche per il Dow Jones, sopra i 25.500 punti, e l’S&P500, oltre i 3.000 punti. “Non si arresta il rally a Wall Street che anzi trae spunto e supporto da un’evidente rotazione settoriale – commentano gli analisti di Mps Capital Services – Non a caso nell’ultima settimana (dal 20 maggio) si è arrestata la corsa del Nasdaq (solo +0,68%), mentre hanno accelerato il Dow Jones (+4,42%) e le small cap dell’indice Russell 2000 (+6,59%)”. E proprio il Nasdaq si prepara a un avvio debole, con il future che scivola dello 0,27%. A pesare sono i titoli dei social network come Twitter e Facebook che nel pre-market cedono rispettivamente il 4% e il 2% dopo le minacce arrivate dal presidente Donald Trump. Tra le altre storie societarie da monitorare, anche American Airlines che ha annunciato un piano per tagliare del 30% lo staff manageriale e amministrativo. Si tratta di una riduzione di 5.000 posti di lavoro circa, dovuta alle conseguenze della pandemia da coronavirus che si sono abbattute sulla compagnia aerea e l’intero settore.

Riguardo la tensione tra Usa e Cina, il Segretario di Stato, Pompeo, ha annunciato che gli Usa non possono più certificare l’autonomia politica di Hong Kong, una dichiarazione che potrebbe portare alla rimozione dello status speciale commerciale dell’ex colonia. Contemporaneamente, la Camera ha approvato un decreto-legge che autorizza sanzioni contro gli ufficiali cinesi responsabili per abusi dei diritti umani nei confronti di minoranze musulmane. Ieri dal Beige Book, il rapporto sulle condizioni dell’economia degli Stati Uniti che viene diffuso dalla Federal Reserve otto volte l’anno, è emerso che “l’attività economica ha frenato in tutti i distretti americani esaminati, con la maggior parte di essi colpita da una forte contrazione”.