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Wall Street in rialzo, novembre positivo con Dow Jones +10% e S&P +8%. Ma attenti ad outlook JP Morgan

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Wall Street in rialzo, con il Dow Jones che avanza di 200 punti circa: il listino dei titoli industriali sale di oltre 200 punti (+0,68%), a quota 29.468 punti circa; lo S&P 500 mette a segno un rialzo dello 0,62% circa a quota 3.578, mentre il Nasdaq fa +0,58% a 11.927 punti.

C’è voglia di recupero, dunque, a Wall Street, dopo che la scorsa settimana il Dow Jones e lo S&P 500 sono scesi rispettivamente dello 0,73% e dello 0,77%, riportando la prima settimana in rosso delle ultime tre settimane. Il Nasdaq Composite è riuscito invece a guadagnare su base settimanale, per la seconda settimana consecutiva, avanzando dello 0,22%. C’è da dire tra l’altro che, nonostante la pausa della scorsa settimana, gli indici azionari Usa si avviano a concludere il mese di novembre in solido rialzo. Dall’inizio del mese, il Dow Jones è in rialzo di oltre il 10%, mentre lo S&P 500 è salito dell’8%.

Il sentiment si spiega con l’ottimismo sui vaccini anti-Covid-19, dopo che oggi il colosso farmaceutico britannico AstraZeneca ha reso noto che, da un’analisi intermedia degli studi clinici, è emerso che il vaccino contro il coronavirus a cui sta lavorando con l’università di Oxford ha un’efficacia media del 70% nella protezione contro il virus.

Si tratta di un valore per l’appunto medio: in alcuni casi l’efficacia dimostrata è arrivata fino al 90%, in altri si è fermata al 62%.

L’annuncio di AstraZeneca giunge dopo che venerdì scorso Pfizer e la tedesca BioNTech hanno inoltrato una richiesta all’FDA (Food and Drug Administration) per l’utilizzo in via di emergenza del vaccino sviluppato da entrambe, che avrebbe un’efficacia superiore al 95%. Un’altra buona notizia era arrivata ancora prima con il vaccino di Moderna.

La speranza nei vaccini fa passare in secondo piano il timore per le nuove infezioni Covid-19 negli Stati Uniti, il cui numero continua a salire, fino al record di più di 195.000 che è stato testato lo scorso venerdì.

Stando ai dati diffusi dalla Johns Hopkins University che sono stati analizzati dalla Cnbc, il balzo dei nuovi casi ha portato la media in sette giorni a superare le 167.000 nuove unità, in rialzo di quasi +20% rispetto alla settimana precedente.

La situazione è tale che alcuni Stati Usa hanno già lanciato nuove restrizioni. Alla luce di tutto ciò, gli analisti di JP Morgan non riescono a essere particolarmente ottimisti nel guardare al futuro, e scrivono in un report di prevedere una nuova contrazione del Pil Usa dovuta alla pandemia da coronavirus.

A loro avviso, il Pil Usa scenderà dell’1% dopo una crescita stimata per il quarto trimestre a +2,8%. Per il secondo trimestre, la previsione è di un’accelerazione del 4,5%, che sarà seguita da una ripresa ancora più forte nel terzo trimestre, pari a +6,5%.