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Wall Street confortata da dato inflazione, oggi l’Apple Event. Amazon a caccia di dipendenti, offre 18 dollari l’ora

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Wall Street confortata dalla pubblicazione dell'indice dei prezzi al consumo Usa di agosto: il dato, particolarmente monitorato in quanto termometro dell'inflazione, in un momento in cui si teme che il tapering della Fed finisca con il risultare prematuro, è salito ad agosto come da attese, con la componente core avanzata meno delle previsioni.

L'indice generale è salito del 5,3%, come da attese, e in lieve rallentamento rispetto al +5,4% precedente. Su base mensile, il dato è cresciuto dello 0,3%, meno del +0,4% stimato e in rallentamento rispetto al +0,5% di luglio.

I salari reali sono saliti tuttavia su base settimanale dello 0,3%, più del calo dello 0,1% previsto.

Escluse le componenti più volatili rappresentate dai prezzi dei beni energetici e alimentari, l'indice dei prezzi al consumo core è avanzato del 4% su base annua, meno del +4,2% atteso e meno anche del +4,3% di luglio.

A livello mensile il dato core è salito dello 0,1%, meno del +0,3% stimato, dopo il +0,3% di luglio e al minimo dal febbraio scorso.

Il Dow Jones e lo S&P salgono così per la seconda sessione consecutiva, pur con guadagni deboli, tra lo 0,20% e poco più dello 0,30%. Il Nasdaq avanza dello 0,40% circa, dopo aver chiuso in rosso alla seduta della vigilia.

Prezzi del petrolio ancora in rialzo, sulla scia della pubblicazione del rapporto mensile dell'Opec, diffuso ieri, che ha rivisto al rialzo l'outlook sulla domanda di oil del 2022. I prezzi salgono anche sulla scia dei timori sull'offerta Usa, rinfocolati con l'annuncio del Centro nazionale Usa per gli uragani, che ha reso noto che la tempesta tropicale Nicholas, che si sta dirigendo verso Houston, in Texas, si è trasformata in uragano. Il petrolio WTI sale oltre quota $70, mentre il Brent viaggia oltre la soglia di $74.

Riguardo all'outlook di Wall Street e in generale dell'azionario globale, da un sondaggio di Deutsche Bank è emerso che una eventuale fiammata dell'inflazione nel mondo è la seconda paura più grande che attanaglia gli investitori, dopo la pandemia Covid-19.

La maggior parte degli investitori prevede una correzione dei mercati azionari compresa tra il 5% e il 10% prima della fine dell'anno. Nel suo sondaggio mensile, condotto all'inizio di settembre, Deutsche Bank ha intervistato più di 550 professionisti di mercato di tutto il mondo: il 58% degli interpellati ha detto di prevedere per l'appunto una correzione del mercato, mentre un analista su 10 stima una correzione superiore al 10%. Soltanto il 31% ritiene che non ci sarà alcuna correzione.

Lo S&P 500 è salito da inizio anno del 18% circa, il Nasdaq del 19%, lo European Stoxx 600 del 17%.

Tra i titoli attenzione a Apple in attesa dell'Apple Event, con cui il colosso di Cupertino svelerà i nuovi modelli di iPhones, AirPods e Apple Watch.

Protagonista della sessione è anche Amazon. Il colosso retail online ha reso noto che sta cercando di riempire 125.000 posizioni aperte negli Usa, offrendo in media un salario di 18 dollari l'ora.

Il salario base orario di Amazon parte di solito da $15.

Si avvicina intanto la riunione del Fomc, il braccio di politica monetaria della Fed, che inizierà il prossimo 21 settembre.

Alla luce del dato sull'inflazione appena reso noto Art Hogan, chief market strategist presso National Securities, ha detto di ritenere che la Fed di Jerome Powell "parlerà di tapering nel meeting di settembre, senza annunciarlo fino al meeting di novembre, per poi lanciarlo prima della fine dell'anno".