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‘Wait-and-see’, il nuovo mantra della Fed. Powell potrebbe replicare strategia Greenspan negli anni ’90

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Gli occhi del mercato sono rivolti alla Federal Reserve che questa sera (alle 20.00 ora italiane) annuncerà la sua decisione di politica monetaria a cui seguirà la conferenza stampa del governatore Jerome Powell. Se da una parte è scontata la decisione di mantenere i tassi fermi, gli investitori sono in attesa di qualche indizio sulle future mosse della banca centrale americana.

La strategia di Powell nei prossimi mesi

Ma quale sarà la strategia della Fed nel 2019? Questa la domanda che si pone John Bellows, Portfolio Manager e Research Analyst di Western Asset, affiliata Legg Mason che fa riferimento all’ultimo discorso del governatore, quello di Jackson Hole, in cui Powell ha delineato un approccio che potrebbe diventare il cuore della strategia della banca centrale nei mesi a venire, un discorso in cui Powell ha minimizzato l’importanza delle stime empiriche del tasso neutrale, e ha evidenziato piuttosto l’importanza della dipendenza dai dati reali. Ed è qui secondo l’analista che Powell si starebbe spostando gradualmente verso un approccio più attendista – “wait-and-see” – con la quale i funzionari si basano soprattutto sui dati effettivamente registrati, e in particolare sui dati reali relativi all’inflazione, una strategia che ricorderebbe la politica monetaria del presidente Alan Greenspan a metà degli anni Novanta. Come ha osservato lo stesso Powell, la strategia di Greenspan ha permesso alla ripresa economica di continuare per un tempo record di 10 anni, ed è considerata uno dei punti più alti nella storia della politica monetaria statunitense.

Nel 2019 ci sarà un altro rialzo al massimo

Se già da questa riunione verrà adottata questa strategia “wait and see”, sostiene Bellows, è lecito aspettarsi che non ci saranno ulteriori rialzi dei tassi nel 2019. “Noi siamo sempre stati scettici su una possibile impennata dell’inflazione, e lo siamo ancor di più ora visti i molti venti che soffiano in senso contrario ad un aumento della stessa, ma se” continua l’analista “come sospettiamo, l’inflazione resterà al di sotto dell’obiettivo del 2%, allora una strategia attendista dovrebbe tradursi in nessun aumento dei tassi nel 2019”. “La nostra preferenza sarebbe appunto per un approccio del genere, legato esclusivamente ai dati effettivamente registrati sull’inflazione. Se la Fed si impegnasse veramente in una strategia “wait-and-see” da subito, allora le prospettive sarebbero piuttosto chiare”. Ma in realtà nulla è scritto ed è del tutto possibile che la Fed finisca per tornare ancora una volta alla sua “vecchia strategia di rimozione dell’accomodamento monetario, prima di optare definitivamente per un approccio attendista”. “In ogni caso” conclude Bellows “pensiamo che prima o poi la strategia “wait-and-see” prevarrà, e che dunque l’approccio che il presidente Powell ha delineato a Jackson Hole caratterizzerà la prossima fase del ciclo dei tassi di interesse”.