Vontobel, 10 anni di certificati in Italia: crescita in un mercato che ha cambiato volto
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Dieci anni di presenza in Italia, in un mercato dei Certificati che ha cambiato volto. Vontobel fotografa l’evoluzione del mercato italiano, oggi tra i più sviluppati e liquidi in Europa. Un’evoluzione e un dinamismo che riguarda sia i prodotti sia gli investitori, raccontato a Milano nel corso di un incontro con la stampa finanziaria.
E’ stata anche l’occasione per annunciare la nomina di Jacopo Fiaschini a head public distribution Execution di Vontobel.
Certificate in Italia: il percorso di Vontobel
A distanza di dieci anni dalla quotazione del primo certificato a Piazza Affari, era l’estate del 2016, Vontobel rivendica il percorso compiuto in Italia. “Abbiamo deciso di entrare in questo mercato perché lo ritenevamo un mercato chiave”, ha spiegato Jacopo Fiaschini, ricordando l’esordio del 2016 con 76 certificati a leva fissa. Ma, ha aggiunto, l’obiettivo non era “entrare in questo mercato e basta” ma “stabilirci, rimanerci e consolidare la nostra presenza”.
Una linea che, a distanza di anni, appare coerente con i risultati ottenuti. Oggi Vontobel mette a disposizione degli investitori italiani oltre 8.000 strumenti quotati sul SeDeX, che diventano più di 33.000 considerando anche i prodotti distribuiti tramite Trade Republic. L’offerta copre un ventaglio ampio: leva fissa e variabile, Express, tracker certificate e AMC. “Ci siamo concentrati – ha detto Jacopo Fiaschini – su ciò che sappiamo fare meglio senza disperdere energie su aree dove non potessimo creare valore distintivo e in una logica di adattamento continuo alle mutazioni delle esigenze degli investitori e dei mercati finanziari”.
Secondo Fiaschini, le chiavi del successo di Vontobel in Italia (si è confermato per il terzo anno consecutivo tra i primi tre player sul SeDeX per volumi scambiati) possono essere riassunte in quattro punti chiave: un approccio da boutique e “sapori” locali; la solidità del Gruppo Vontobel; tecnologia e personalizzazione e infine l’empowering degli investitori.
Un cambio generazionale
Come è cambiato il mercato dei Certificate negli ultimi dieci anni? Se nel 2016 era dominato dai prodotti a leva, utilizzati soprattutto in ottica di trading e di breve periodo, oggi lo scenario è molto diverso. “Quando siamo sbarcati in Italia, abbiamo trovato un mercato dominato dalla componente leva, quindi trading e coperture di portafoglio – ha chiarito Fiaschini -. Poi è gradualmente andato verso i prodotti di investimento”. Il turnover degli Certificate investment ha progressivamente superato quello dei prodotti leverage, segnalando così una crescita e maturazione dell’industria e della domanda. “È stato un cambio generazionale“, ha osservato, sottolineando come l’ecosistema italiano abbia contribuito ad aumentare la consapevolezza degli investitori.
La trasformazione riguarda infatti anche il pubblico. La platea, un tempo più concentrata su investitori patrimonializzati e con maggiore esperienza, si è ampliata. Sono arrivati nuovi canali distributivi, piattaforme digitali e fasce più giovani. “Il principale cambiamento lo vedo proprio nella fascia d’età e nell’utente tipo”, ha detto Fiaschini. Oggi, ha precisato, si raggiungono anche “giovani professionisti che iniziano a investire” e che mostrano “un buon livello di consapevolezza e di educazione finanziaria”.
Per Vontobel questa evoluzione sta cambiando anche il ruolo dei certificati all’interno dei portafogli. Sempre meno strumenti soltanto tattici, sempre più soluzioni da inserire in modo strutturale nei processi di investimento. “I certificati stanno diventando una parte integrante della costruzione del portafoglio perchè possono consentire di modulare il rischio e costruire profili di rendimento più articolati”, ha spiegato Fiaschini, evidenziando come “possono essere strumenti adatti a mercati complessi, se adeguatamente compresi. In un contesto caratterizzato da maggiore volatilità e da mercati più imprevedibili, i certificati d’investimento possono permettere di ottenere rendimento anche in scenari laterali o moderatamente negativi, introducendo elementi di protezione, e i certificati a leva di prendere posizione in modo mirato per gestire l’esposizione”.
Capitolo Certificate Tracker
Un capitolo riguarda poi i tracker, segmento ancora contenuto in termini di quote di mercato ma ritenuto centrale sul fronte dell’innovazione. Il primo tracker sulla tecnologia blockchain è stato lanciato nel 2018 e da allora i focus sono stati diversi, tra cui i più recenti sulla longevità o sulle cripto.
Come nascono i temi su cui costruire questi prodotti? “Abbiamo la fortuna di avere un centro di ricerca proprio a Zurigo”, ha spiegato Fiaschini. Da lì arrivano molti spunti, che vengono poi approfonditi e si individuano “quelli che potrebbero essere i trend del presente e del futuro” con più potenziale. La logica, insomma, non è inseguire semplicemente i temi più alla moda, ma provare ad anticipare i trend e tradurli in soluzioni investibili. “Dobbiamo interpretare quello che il mercato vuole – ha sottolineato il manager – e cercare di lavorare anche alle soluzioni che gli investitori potrebbero volere”.