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Video online, crescita continua: in Europa la spesa in Adv toccherà i 188 miliardi

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La spesa pubblicitaria per i video online registra una crescita continua, con un tasso annuo composito del 7%. Nel 2024 in Europa potrebbe toccare la vetta dei 188 miliardi e in Italia, che pur appare in ritardo, i video supereranno l’advertising sui canali tradizionali arrivando a rappresentare il 56% del totale della spesa. Questo è quello che emerge dall’analisi condotta sul segmento da Bain & Company.

Il trend nel Bel Paese

“In Italia ci aspettiamo una crescita significativa della spesa in adv, in particolare sui canali di video online – commenta Roberto Prioreschi, Managing Director di Bain & Company Italia e Turchia – L’accelerazione di questo canale ha un potenziale ad oggi inespresso. Un aumento della spesa compreso tra i 150 e i 300 milioni di euro, che andrebbe a colmare il gap esistente e potenzialmente offrirebbe ritorni compresi tra i 350 e i 750 milioni di euro”.

La ricetta del successo dei video

La crescita dell’adv sui video online sarà guidata da diversi fattori chiave, secondo l’analisi di Bain: l’ascolto attivo, la crescente diffusione della connected TV (CTV), l’abitudine – ormai consolidata nell’era post Covid – di trascorrere più tempo in casa e fruire di video online. Una grande opportunità per i brand, che con l’advertising sul video online possono godere di un’arena meno affollata e di opportunità di comunicazione bidirezionale con i propri pubblici. Ma anche campagne di awareness concorrenziali da un punto di vista dei costi rispetto ai media tradizionali, con l’opportunità di misurare le performance delle campagne, a supporto delle strategie di branding.

I falsi miti diffusi nel tempo

Ma allora, cosa ha impedito, fino ad oggi, di sfruttare il pieno potenziale dell’advertising sui video online? Secondo l’analisi di Bain, sono cinque i falsi miti che si sono consolidati e che sarebbe utile scoraggiare: “il video online non genera vendite”, “la creazione di contenuti è difficile e costosa”, “i costi di Adv sono più alti rispetto ad altri media”, “le campagne sono difficili da monitorare e tracciare”, “organizzativamente è complesso cogliere questa opportunità”.