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Vendita Alitalia, Air France ritira la sua offerta

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Alitalia, adieu. Stavolta, sembrerebbe davvero finita la trattativa tra la compagnia di bandiera italiana e Air France-Klm. È un breve comunicato, solo cinque righe ad annunciare la volontà dei francesi di ritirare la propria offerta.”A seguito della richiesta di Alitalia di chiarire la situazione legale successiva alla rottura delle negoziazioni fra Air France-Klm e Alitalia – si legge nella nota diramata in serata dal gruppo franco-olandese – Air France-Klm ha comunicato ad Alitalia che gli accordi contrattuali annunciati il 14 marzo scorso con l’intento di lanciare un’offerta pubblica di scambio su Alitalia non sono più validi dal momento che non sono state soddisfatte le condizioni preliminari al lancio dell’offerta”.


E così dopo estenuanti mesi di trattative, di tira e molla, ripensamenti, lotte con i sindacati Air France molla la presa e decide di tirarsi fuori dalla partita. Da Parigi fonti vicine all’aerolinea transalpina hanno precisato che “le questioni politiche non c’entrano nulla, l’addio è arrivato per ragioni puramente industriali”. È il caro carburante e il quadro macroeconomico costantemente incerto ad avere favorito questa dipartita. Insomma, la situazione attuale “non consente di applicare nei tempi previsti il piano industriale”.

Motivazioni plausibili ma che non bastano a giustificare la decisione dei francesi. Appare chiaro dietro la decisione di Air France si celino delle ragioni ben più profonde. Il nodo spinoso di Malpensa, l’arrivo del nuovo Governo e le costanti resistenze dei sindacati hanno fatto prima vacillare e poi crollare una situazione non facile sin dall’inizio.
Adesso il ritiro di Air France potrebbe spalancare la porta del tanto temuto commissariamento, far riaccendere i riflettori sulla cordata italiana tirata in ballo da Silvio Berlusconi, oppure guardare all’apertura dei russi. Il condizionale in questa vicenda resta d’obbligo visto i ribaltoni dell’ultimo mese.


E mentre il Pd punta il dito contro il centrodestra, sostenendo che “dichiarazioni avventate e comportamenti non responsabili hanno fatto naufragare la trattativa con Air France, da palazzo Chigi non arriva nessun commento, entro domani l’ultimo consiglio dei ministri dell’era Prodi è chiamato a decidere se concedere il tanto chiacchierato prestito ponte da 150-200 milioni di euro, che potrebber permettere però ad Alitalia di prendere una boccata d’ossigeno.


Ma in questa eterna telenovela, ricca di colpa di scena è  arrivata in serata anche l’apertura di Intesa Sanpaolo. “Se l’operazione Alitalia fosse di respiro internazionale saremmo interessati, sotto varie forme”. Un commento arrivato da Enrico Salza, presidente del consiglio di gestione della banca. “Al momento siamo fuori – ha aggiunto – ma potremmo essere interessati a un’operazione che non sia di piccolo cabotaggio provinciale: non è questione del nuovo governo, ma bisogna che si decidano perché non è accettabile che questa situazione continui così”.