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Vaccino non è panacea di tutti i mali delle banche italiane, NPL e redditività nodi spinosi per il 2021 (analisti)

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Ieri è andato in scena un altro rally prepotente del settore bancario. A Piazza Affari a fare la voce grossa sono state soprattutto Intesa Sanpaolo e Unicredit con oltre +5%. L’annuncio di Pfizer circa l’efficacia al 90% del proprio vaccino ha scatenato gli acquisti sui mercati, in particolare sui settori ciclici maggiormente penalizzati dallo scoppio della pandemia. Oggi gli analisti di Banca IMI riflettono su cosa cambia realmente per il settore bancario chiedendosi che questo possa essere un ‘punto di svolta’ “La scoperta di un vaccino efficace potrebbe rappresentare un punto di svolta per un settore ciclico che continua a essere scambiato a basse valutazioni, come il settore bancario italiano. La disponibilità di un vaccino potrebbe permettere alla Bce di essere più entusiasta in merito alla possibilità di consentire alle banche di pagare i dividendi nel 2021”, argomenta Banca IMI che però non crede che il vaccino sia la panacea di tutti i problemi delle banche italiane. Gli analisti dell’investment bank del gruppo Intesa Sanpaolo rimarcano come il flusso degli NPL (crediti deteriorati) dovrebbe materializzarsi nel 2021, dopo la fine delle moratorie; e la redditività della banca dovrebbe continuare a essere impattata dal contesto di bassi tassi di interesse e di modelli di business inefficienti. “Tuttavia, se il vaccino confermerà la sua efficacia, potrebbe verificarsi una re-rating del settore rispetto alle basse valutazioni attuali”, conclude IMI.