Notizie Notizie Mondo Usa: settore pubblico fermo da 36 giorni, un record. Dopo successi elettorali i dem sperano si sblocchi l’impasse. Oggi sentenza Corte Suprema su dazi

Usa: settore pubblico fermo da 36 giorni, un record. Dopo successi elettorali i dem sperano si sblocchi l’impasse. Oggi sentenza Corte Suprema su dazi

5 Novembre 2025 12:50

Il governo americano è in stand-by ufficialmente da 36 giorni, superando il record di 35 giorni verificatosi durante la prima presidenza Trump. Per una strana coincidenza il record viene toccato un anno esatto dopo la vittoria elettorale di Donald Trump su Kamala Harris. Non è prevedibile con certezza come e quando finirà l’impasse politica tra democratici e repubblicani che già sta causando forti disagi in vari segmenti di popolazione americana. Sono molti gli scenari possibili e gli analisti vedono con maggior probabilità una fine dello “shutdown” attorno alla metà di novembre. I successi democratici di ieri notte, previsti ma psicologicamente rinfrancanti, fanno sperare al partito di poter sbloccare la situazione a suo favore, mentre oggi dovrebbe arrivare un pronunciamento della Corte Suprema sui dazi commerciali di Donald Trump.

Il contenzioso verte su vasti tagli di spesa voluti da Trump, in particolare alcuni sussidi alla sanità

Il precedente record fu raggiunto nel 2018-2019, allora oggetto del contendere fu il finanziamento per la costruzione del muro che Trump aveva promesso di realizzare lungo il confine con il Messico, a cui i democratici si opposero compattamente, riuscendo ad averla vinta. Questa volta il contenzioso verte su diverse voci di spese del budget federale, al quale Trump è intenzionato a dare grandi sforbiciate. Uno dei temi principali su cui i democratici non cedono è il rifinanziamento di una serie di sussidi per la sanità, parte dell’Affordable Care Act (ACA)di Barack Obama, che dovrebbero scadere a fine 2025. Si tratta di sussidi adottati prevalentemente nel periodo del Covid, di cui per i repubblicani ora non c’è più bisogno.

I repubblicani per settimane hanno provato  a far passare un’estensione di breve periodo dell’anno fiscale 2025 per non interrompere le operazioni di governo e dare tempo ai parlamentari fino al 21 novembre per trovare un accordo sul bilancio del 2026.

Conseguenze per milioni di americani, soprattutto i più poveri, e disagi per chi vola

Se lo shutdown ha un costo politico relativamente basso, per ora, ne ha uno reale e avvertito concretamente dai milioni di americani. Centinaia di migliaia di dipendenti pubblici non ricevono lo stipendio, alcuni si sono ritrovati in ristrettezze economiche e hanno dovuto rivolgersi ad associazioni caritatevoli per mangiare, secondo quando riporta Nbc. Vi è anche notizia di molti disagi per i viaggiatori, in particolare negli aeroporti per via di mancanza di personale. Inoltre, circa 42 milioni di americani che ricevono sussidi e benefit per il cibo se li vedranno dimezzati in novembre.

Il governo Trump ha in parte cercato di mitigare le conseguenze dell’impasse per esempio per continuare a pagare i militari, trovando risorse da alcuni fondi non intaccati dalla mancanza di operatività del Congresso. L’amministrazione Trump ha anche messo da parte 450 milioni di dollari di entrate doganali per mantenere in essere un ente per assistere nell’alimentazione donne a basso reddito, neonati e bambini.

Come finirà? Tre scenari di Barclays. Sarà necessario coinvolgimento diretto di Trump

Secondo un’analisi di Barclay casi come questo sono eminentemente politici, nessuno dei due partiti si aspetta di portare a case grandi vittorie o concessioni, così tutto si gioca sulla prossione: fintanto che la situazione è sostenibile si va avanti.

Lo studio vede una probabilità del 60% di una fine dello shutdown tra l’11 e il 21 novembre, un 25% che la risoluzione arrivi questa settimana e un 15% che si prolunghi fino a dicembre inoltrato.

La situazione difficilmente si sbloccherà senza l’intervento diretto di Donald Trump e sono possibili tre scenari: una capitolazione dei democratici che accettano di riaprire le operazioni di governo senza concessioni, un grande compromesso tra i due partiti che includerà l’estensione del programma ACA, i repubblicani ignorano i democratici e provano a trovare una nuovi modi di finanziare il budget solamente con voti repubblicani. La prima opzione secondo Barclays è la più probabile.

Tuttavia le vittorie elettorali di questa notte, la più notevole quella di Zohran Mamdani come sindaco di New York, senza dimenticare anche quelle dei governatori di Virginia e New Jersey, hanno senza dubbio ravvivato le energie in campo democratico ed è possibile che anche questa componente abbia un peso psicologico in questo contenzioso.

I mercati non sentono l’impatto dell shutdown. Attesa per sentenza Corte Suprema su alcuni dazi di Trump

I mercati sembrano in gran parte aver ignorato lo shutdown. La componente più significativa è stata la mancanza di dati aggiornati su componenti macroeconomiche, che aiutano nelle decisioni politiche, nelle stime, e impattano per esempio anche le mosse della Federal Reserve. Secondo gli economisti di Barclays l’impasse a Washington sta costando agli Stati Uniti una riduzione nella crescita del Pil pari a 0,15 punti percentuali a settimana, ma queste perdite vengono generalmente recuperate una volta che il governo riapre. Se la situazione dovesse prolungarsi per oltre 10 settimane, quindi fino alla seconda settimana di dicembre, le stime sono per una crescita del Pil pari a zero nel quarto trimestre dell’anno.

Oggi infine è attesa una sentenza della Corte Suprema americana in base alla legalità di diversi dazi imposti da Donald Trump sull’import da altri paesi. Il risultato potrebbe impattare notevolmente una delle linee d’azione più controverse e rilevanti del presidente americano.