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UniCredit-Mps: arriva nuovo affondo di Salvini post audizione Mef

L’operazione UniCredit-Mps seguita da vicino dal mercato e dalla politica dopo audizione del ministro Franco. Oggi Gae Aulenti promossa da Intesa

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L’affaire Mps-Unicredit continua a tenere banco fuori e dentro Piazza Affari all’indomani dell’attesa audizione del ministro dell’Economia, Daniele Franco, alla Commissione finanza di Camera e Senato in merito alle discussioni in corso tra il MEF e UniCredit e il gruppo senese. A Piazza Affari il titolo della banca guidata da Orcel avanza dello 0,44% a un passo dai 10 euro, mentre Mps segna un aumento di oltre l’1,5% aspettando i conti del semestre.

L’audizione del ministro Franco

Nel corso del suo intervento il ministro del Tesoro ha espresso fiducia sull’esito positivo dell`operazione, pur sottolineando che non verrà chiusa a tutti i costi e ha anche ribadito, senza molti giri di parole che “la cessione è l`unica soluzione per Mps”. Questo perchè, spiega Franco, bisogna considerare l`esito dello stress test che ha confermato l`esigenza di un ingente rafforzamento patrimoniale della banca, superiore ai 2,5 miliardi di euro previsti dal piano standalone e che il piano standalone è esposto a notevoli rischi ed incertezze, con l’Unione europea che potrebbe chiedere obiettivi più ambiziosi di riduzione costi, con tagli del personale superiori a 2.500 persone. Inoltre, l’aumento di capitale sul gruppo bancario toscano che si potrebbe rendere necessario per l’operazione sarebbe pari a circa 1,5 miliardi di euro, finanziato con il decreto agosto. “Sebbene la definizione dell’esatto ammontare dell’aumento di capitale per Mps potrebbe essere prematura, considerando che il perimetro e i tecnicismi dell’affare non sono ancora stati definiti, la dichiarazione di Franco fornisce visibilità sul finanziamento di un potenziale aumento di capitale”, affermano gli analisti di Intesa Sanpaolo.

Sulla questione gli esperti di Equita sottolineano che dall’audizione di Franco viene confermato che, sebbene rimangano da verificare le esatte modalità e termini di un eventuale deal, i principi concordati tra UniCredit e il Mef lasciano ampia flessibilità alla banca nel negoziare un accordo favorevole dal punto di vista economico/patrimoniale. Secondo quanto ipotizzato da “Il Sole 24 Ore“, ricordano gli analisti di Equita che si sono soffermati sulla potenziale acquisizione, l’operazione potrebbe essere strutturata attraverso la scissione di Mps in una good bank (dove confluiranno gli asset bancari di Mps da trasferire a UniCredit, che valuterà se tenere gli sportelli del Sud) e una bad bank (con NPL, parte degli stage e rischi legali). Entrambe dovranno poi essere ricapitalizzate e ottenere l’autorizzazione, non condizionata al burden sharing.

Intanto la sfera politica guarda da vicino alla potenziale operazione. Uno su tutti, l’affondo del segretario della Lega, Matteo Salvini, che in una intervista ad Affari Italiani ha dichiarato: “A me e alla Lega interessa solo che, con i soldi pubblici, non si favoriscano ancora una volta banche private che non ne hanno bisogno, sacrificando migliaia di lavoratori e chiudendo centinaia di sportelli. Il marchio Mps è ricco di storia e di valore”.

Le trattative

La situazione sul fronte M&A bancario si era sbloccata a fine luglio, quando il numero uno di Piazza Gae Aulenti Andrea Orcel ha deciso di entrare in trattative esclusive con il Tesoro, maggiore azionista della banca senese, per rilevare le attività commerciali di Mps. Nella nota dello scorso 29 luglio UniCredit e il ministero dell’Economia e delle Finanze, nella sua qualità di azionista di maggioranza di Banca Monte dei Paschi di Siena, hanno approvato i presupposti per una “potenziale operazione avente ad oggetto le attività commerciali di Mps, attraverso la definizione di un perimetro selezionato e di adeguate misure di mitigazione del rischio. A tal fine, avvieranno interlocuzioni in esclusiva per verificare la fattibilità dell’operazione”

Arrivano i buy su UniCredit

E in attesa che arrivino i conti di Mps, attesi in giornata, UniCredit incassa gli upgrade degli analisti. In particolare, quello di Intesa Sanpaolo che ha promosso il titolo del gruppo bancario di Piazza Gae Aulenti da add a buy, con prezzo obiettivo che sale da 10,7 a 12 euro. “I risultati del secondo trimestre sono stati superiori alle aspettative grazie a maggiori ricavi e minor costo del rischio, rendendo più visibile il raggiungimento del miglioramento indicazioni sull’utile netto sottostante – spiegano da Intesa Sanpaolo -. Condividiamo il razionale delle discussioni su un perimetro di Mps, ipotizzato che l’insieme dei principi posti vengano rispettati: neutralità del capitale, aumento dell’Eps e mitigazione del rischio”. Ubs ha, invece, rivisto al rialzo il target price su UniCredit da 12,7 a 13,55 euro, con la raccomandazione che resta buy.