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Unicredit ed ENI suonano la carica a Piazza Affari, Banco BPM (+6%) la migliore

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Incipit della settimana con netta prevalenza degli acquisti a Piazza Affari. Gli investitori hanno messo da parte la cautela dettata dalla seconda ondata di contagi anche se, stando ai dati compilati dalla Johns Hopkins University, a livello mondiale i casi confermati di persone infettate dal virus hanno superato la soglia di 10 milioni. A preoccupare in prospettiva è la seconda ondata di casi in stati quali Florida, Texas e California che rischia di frenare la ripresa dell’economia Usa. Intanto oggi buone indicazioni dal fronte macro con le pending home sales balzate oltre le attese (+44,3% m/m) negli Usa a maggio.
Il rally di Wall Street (Down Jones viaggia a +1,7% circa) ha aiutato Piazza Affari con il Ftse Mib che ha chiuso nei pressi dei massimi di giornata (+1,69% a 19.447 punti) con banche grandi protagoniste.

Banco BPM precede Unicredit e Mediobanca

All’interno di un Ftse Mib spiccano infatti le banche: +4,4% per Unicredit e Mediobanca, ma la migliore è stata Banco BPM con +6%. Rialzo nell’ordine del 2,53% per Intesa Sanpaolo che tra una settimana vedrà il via dell’OPS su UBI Banca. Nel documento di offerta approvato dalla Consob emerge che la banca guidata da Carlo Messina nei prossimi anni si aspetta un consolidamento nel settore in Europa e i principali operatori potranno essere campioni sia europei sia extra-europei”. “È interesse di Intesa Sanpaolo raggiungere dimensioni che le consentano di svolgere un ruolo proattivo nel panorama bancario europeo – si legge nel documento di offerta – Pertanto, la crescita dimensionale per vie esterne è, ad oggi, la strategia obbligata che permette il raggiungimento di quest’obiettivo”. Dal documento emerge le sinergie stimate di circa 700 milioni a regime dipendono in minima parte dalla fusione effettiva tra le due entità. Dal prospetto infatti si evince che anche senza fusione si verificherà l’87% delle sinergie in virtù principalmente del fatto di uniformare le fabbriche prodotto e i modelli industriali.

Acquisti convinti anche su ENI e Telecom

Tra le blue chip molto bene anche ENI con +2,71% sulla scia del rialzo del petrolio. Accelerazione sul finale anche per Telecom Italia a oltre +2% che nel corso della scorsa ottava era stato tra i titoli più penalizzati. Continuano a susseguirsi voci contrastanti sul fronte rete unica con il rischio che la strada verso un accordo tra TIM, Enel e CDP risulti impervia.
Giornata con segno più anche per Prysmian (+1,17%) che ha vinto la commessa per il corridoio SuedLink in Germania, il sistema in cavo interrato più lungo di sempre, dal valore complessivo di oltre 800 milioni di euro.
Chiusura a oltre +3,5% per Nexi. Dall’1 luglio entreranno in vigore alcune misure governative di sostegno ai pagamenti digitali. In particolare, il tetto all’uso del contante scenderà da 3.000 a 2.000 euro per poi scendere ulteriormente a 1.000 euro da gennaio 2022. Inoltre, partirà un credito d’imposta del 30% sulle commissioni pagate da commercianti e professionisti che accettano transazioni con carte o altri strumenti elettronici. Dal punto di vista grafico, il superamento dei 16,91 euro, fornirà un interessante segnale rialzista.
Infine, giornata opaca per Atlantia (+0,52%). Secondo quanto ha riportato Il Messaggero, il premier Giuseppe Conte potrebbe prendersi tutto il mese di luglio per decidere sulla concessione di Autostrade. Il nuovo ponte di Genova potrebbe essere pronto nell’ultima settimana di quel mese.