Unicredit-Bpm: Savona medita su nuovo stop di 30 giorni, Orcel attende e studia tre opzioni
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Adesso o mai più. Non proprio. Anche se formalmente oggi è l’ultimo giorno utile in mano a Unicredit per formalizzare un rilancio su Banco Bpm, visto che l’Ops terminerà mercoledì 23 luglio, la situazione rimane ampiamente fluida alla luce di quanto dichiarato da Paolo Savona. Il presidente della Consob ha fatto intendere che un nuovo stop all’offerta è al vaglio dopo le indicazioni arrivate da Tar e Commissione Ue.
Nuova sospensione dell’Ops in arrivo?
Da regolamento, i rilanci nel corso di un’Opa o Ops possono essere fatti fino a tre giorni di Borsa prima della fine dell’offerta. Appare altamente improbabile che nelle prossime ore si palesi un rilancio da parte di Unicredit, ma il mercato attende al varco la Consob che potrebbe decidere una nuova sospensione dell’offerta visti gli ultimi sviluppi. Vanno in questa direzione le parole del presidente della Consob, Paolo Savona, nel corso dell’audizione davanti alla Commissione d’inchiesta sulle banche. “Stiamo studiando se abbiamo poteri, di fronte a una situazione che non è ancora chiarita, se abbiamo ancora la possibilità di concedere altro. La prima risposta che abbiamo è che non è così però se dall’analisi giuridica emerge che li abbiamo, allora eserciteremo questi poteri”, ha affermato il presidente dell’authority.
Gli ultimi sviluppi a cui accenna Savona sono la valutazione preliminare arrivata dalla Commissione Europea al governo italiano, segnalando che alcune delle prescrizioni del Golden Power potrebbero costituire una violazione della legge europea e che il governo dovrà rispondere entro 20 giorni lavorativi (cioè entro l’11 agosto);
Che farà Orcel?
Una decisione della Consob su un ulteriore stop di 30 giorni o meno è attesa all’inizio di settimana prossima. L’eventuale proroga sposterebbe la fine dell’Ops il 23 agosto, con quindi il mercato che potrebbe avere a disposizione uno scenario più chiaro, in particolare un nuovo dpcm del governo in risposta a quanto indicato da Commissione Ue e Tar.
Unicredit ha dalla sua diverse opzioni. Alzare bandiera bianca prima del 23 luglio ritirando l’offerta (il 22 luglio c’è il cda in programma per l’approvazione dei conti del primo semestre), oppure in caso di concessione della proroga da parte della Consob decidere un eventuale rilancio, che a detta degli analisti di Barclays potrebbe essere nell’ordine del 10%, fruttando anche la possibilità di chiedere un’altra proroga di 15 giorni.
C’è anche una terza via. Far decadere l’offerta e ripresentarla successivamente sotto forma di art. 102 facendo ripartire l’iter di approvazione. In quest’ultimo caso, come rimarca oggi il quotidiano Repubblica, occorrerebbe soltanto modificare qualche numero nel prospetto visto che le autorizzazioni della Bce e della Concorrenza Ue rimarrebbero valide.
I dipendenti Commerz protestano a Bruxelles contro scalata Unicredit
Intanto ieri nuovi segnali avversi per Unicredit dalla Germania. Una delegazione di rappresentanti dei dipendenti della Commerzbank ha incontrato a Bruxelles i membri del Parlamento europeo per esprimere le proprie preoccupazioni in merito a una possibile acquisizione da parte di UniCredit. “Abbiamo chiarito che un’acquisizione non rappresenterebbe un progresso verso un’unione bancaria europea”, ha affermato Nina Olderdissen, membro del consiglio di sorveglianza della Commerzbank, in un post su LinkedIn .
La scorsa settimana UniCredit ha raddoppiato la sua partecipazione nella banca tedesca al 20% nonostante la resistenza della dirigenza della Commerzbank e del governo tedesco. Unicredit ha anche posizioni aperte in derivati per salire fino al 28%.