Caltagirone dà del bugiardo a Nagel, il banchiere replica. Ecco le due ricostruzioni opposte su Mps-Mediobanca
Botta e risposta, senza esclusione di colpi bassi, tra Francesco Gaetano Caltagirone e Alberto Nagel. Le parole pronunciate dal banchiere nei giorni scorsi in merito alle “anomalie” della procedura di cessione del pacchetto del 15% di Mps da parte del Tesoro lo scorso novembre non sono andate giù a Francesco Gaetano Caltagirone. L’imprenditore ha così risposto a tono innescando una serie di comunicati stampa nella giornata di ieri.
Caltagirone replica a Nagel: “Afferma il falso”
Ad aprire le ostilità è stato l’imprenditore romano, azionista sia di Mps che di Mediobanca, che non ha digerito alcune affermazioni di Nagel ritenute “due oggettive falsità”. Caltagirone contesta la ricostruzione del banchiere in merito ai movimento avvenuti nel periodo che ha preceduto l’assemblea di Montepaschi di Siena, riunitasi ad aprile per approvare l’aumento di capitale al servizio dell’offerta su piazzetta Cuccia. “È falso”, tuona una nota di Caltagirone in merito all’affermazione di Nagel che l’imprenditore abbia realizzato significativi acquisti di azioni Mps ad aprile o comunque a ridosso della convocata assemblea del 17 aprile scorso, quando sarebbe stato compravenduto il 12% del capitale.
Il nodo del collocamento del 15% di Mps lo scorso novembre
Secondariamente Caltagirone afferma di essersi mosso in modo autonomo a novembre, in occasione del collocamento del 15% di Mps da parte del Tesoro, bollando anche in questo caso come “falso” il riferimento che il suo gruppo abbia offerto lo stesso prezzo degli altri aggiudicatari nella procedura di Abb con la quale il Mef ha ceduto partecipazioni in Mps, come dimostra il fatto che il prezzo offerto da Caltagirone era superiore a quello di aggiudicazione, il che dimostra che esistevano offerte a prezzo inferiore a cui il prezzo finale fissato dal bookrunner si è allineato”.
Il riferimento è alla procedura di Accelerated book building (Abb), affidata Banca Akros (gruppo Banco Bpm) che lo scorso 13 novembre ha portato Caltagirone (3,5%), Delfin (3,5%), Banco Bpm (5%) e Anima (3%) a rilevare a un valore a premio del 5% l’intera quota ceduta dal Mef. Procedura su cui è aperta un’indagine della Procura.
Mediobanca replica, ma l’imprenditore romano controbatte ancora
Non si è fatta attendere la replica di Mediobanca che da un lato difende quanto affermato dal proprio ceo sul fatto che Caltagirone abbia triplicato la propria partecipazione da novembre 2024 ad aprile 2025, dall’altro nega che Nagel abbia commentato il prezzo della procedura di Abb.
Puntualizzazione che non ha affatto convinto Caltagirone, uscito a stretto giro con un altro comunicato. “Con riferimento alle presunte falsità attribuite al dott. Nagel dal comunicato stampa odierno del Gruppo Caltagirone si precisa quanto segue. In occasione della conferenza con gli analisti dello scorso 14 luglio il dott. Nagel ha affermato che vi sono stati diversi elementi di anomalia in relazione all’Ops promossa da Mps e, in particolare: ‘il terzo elemento di anomalia è la fase preparatoria dell’assemblea degli azionisti del Monte Paschi. Abbiamo visto che in vista di questa assemblea, è stato acquistato circa il 10-12% del capitale. Quindi il prezzo delle azioni è salito, gli acquirenti erano il secondo maggiore azionista di Mediobanca e diversi fondi pensione, fondi pensione italiani. Gli stessi acquirenti si sono materializzati in Mediobanca in vista dell’assemblea degli azionisti del 16 giugno”.
Caltagirone precisa inoltre di aver raggiunto il 9% di Siena due mesi prima dell’assemblea del 17 aprile.