Unicredit azzanna Commerz, ora è virtualmente al 50%. Ecco la prossima soglia chiave
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Decisivo passo in avanti di Unicredit nella battaglia per avere il pieno controllo di Commerzbank. Le adesioni all’Ops hanno portato l’istituto di piazza Gae Aulenti ben oltre la soglia del 30%, quota che lievita a oltre il 50% considerando gli strumenti derivati detenuti.
Balzo delle adesioni, quota diretta sfiora il 35%
Ieri, a due settimane esatte dalla fine dell’Ops lanciata sull’istituto tedesco, le adesioni sono schizzate in avanti permettendo di superare la soglia del 30%. L’ultimo aggiornamento vede le adesioni salite al 7,58% dall’1% precedente, portando così la quota in azioni detenuta da Unicredit al 34,35% considerando il 26,77% già detenuto.
L’altra novità di ieri è che Unicredit ha aumentato le quote detenute attraverso strumenti derivati (regolabili unicamente in contanti), salite al 13,19% dal 10,7% precedente. Considerando anche il 3,22% in derivati regolabili in azioni, il totale in mano al gruppo bancario guidato da Andrea Orcel è pari al 50,76%.
Primo obiettivo raggiunto
UniCredit ha rimarcato come il livello delle adesioni finora registrato sia “indicativo del valore intrinseco che il mercato sta riconoscendo all’offerta di acquisizione”. L’istituto milanese ha così conseguito l’obiettivo fissato all’avvio dell’offerta, ovvero il superamento della soglia del 30% “finalizzato a garantire certezza sulla propria partecipazione e preservare flessibilità per eventuali acquisizioni di ulteriori quote successivamente, al presentarsi di opportunità di mercato”.
“Nel periodo residuo di quattro settimane, computando la naturale scadenza dell’offerta e l’eventuale periodo supplementare, gli investitori dispongono ancora di tempo per valutare sia il valore relativo implicito nello scambio tra azioni Commerzbank e azioni UniCredit, sia il potenziale incremento di valore derivante da una possibile integrazione tra i due gruppi”, precisa Unicredit.
Commerz non si arrende
Dalla Germania non arrivano segnali distensivi anche se ad oggi per Unicredit la strada sembra spianata per avere il pieno controllo del secondo maggiore istituto tedesco. Commerz pone l’accento sul fatto che il 13,2 % della posizione in derivati regolati per cassa, che sono azioni senza diritto di voto. Va fatta distinzione, argomentano i tedeschi, tra “esposizione economica, le posizioni in derivati e le azioni disponibili attualmente al fine di arrivare alla proprietà e al controllo”, invitando per l’ennesima volta gli azionisti a non aderire all’offerta di Unicredit. Per convertire in azioni interamente l’attuale posizione in derivati, Unicredit o le sue controparti potrebbero dover acquistare sul mercato una quota stimata tra il 7% e il 9% delle azioni. “Tuttavia – argomenta Commerz – il numero di investitori da cui Unicredit potrebbe procurarsi potenziali azioni a sostegno della propria posizione economica è limitato e acquisti significativi da parte di Unicredit e delle sue controparti potrebbero determinare un aumento del prezzo delle azioni di Commerzbank”.
La prossima soglia chiave
Unicredit non intende fermarsi qui. Dalla sua potrebbe avere adesioni importanti da Vanguard, Blackrock, Norges Bank, Fidelity, Northern Trust e Dimensional Fund, grandi investitori che risultano anche azionisti dell’istituto tricolore.
Il reale obiettivo ultimo dovrebbe essere la soglia del 66% del capitale, che permetterebbe il controllo dell’assemblea straordinaria di Commerz e andare quindi all’integrazione tra le due banche. Per farlo non è da escludere che nell’ultimo scorcio dell’Ops arrivi la decisione di Orcel di ritoccare al rialzo l’offerta.