Notizie Notizie Italia Crypto e dichiarazione redditi: Cryptosmart “automatizza” il pagamento delle tasse

Crypto e dichiarazione redditi: Cryptosmart “automatizza” il pagamento delle tasse

3 Giugno 2026 10:09

Nel pieno della stagione delle dichiarazioni dei redditi, anche per gli investitori in criptovalute torna il nodo fiscale: monitoraggio, calcolo delle plusvalenze, imposta sostitutiva e adempimenti con l’Agenzia delle Entrate. Un terreno spesso complesso la dichiarazione legata alle criptovalute, soprattutto per chi opera su più exchange.

E quest’anno la voce tasse e crypto merita un passaggio in più vista la recente evoluzione del l’impianto normativo. A partire dal 2026 sono, infatti, diverse le novità per i contribuenti che detengono crypto-attività. Tra le principali introdotte dalle Legge di Bilancio 2026, l’abolizione della soglia di esenzione di 2mila euro sulle plusvalenze ottenute tramite valute digitali, ma anche la nuova aliquota sulle plusvalenze che sale dal 26% al 33% (dal primo gennaio 2026) e infine la decisione di includere le criptovalute nel calcolo Isee.

Un quadro regolatorio in evoluzione e che considera un doppio risvolto: da una parte il rapido sviluppo del settore, dettato anche dalle forti performance del 2025 del Bitcoin (la crypto che guida il mercato) che ha segnato il suo massimo storico oltre la soglia dei 120 dollari, e dall’altra la crescita della platea di risparmiatori italiani che negli ultimi anni hanno deciso di investire in valute digitali.

Il mercato delle crypto è, difatti, tutt’altro che marginale in Italia. Secondo i dati della ricerca dell’Osservatorio Blockchain & Web3 del Politecnico di Milano, il 7% degli italiani ha in portafoglio crypto-asset, pari a circa 2,8 milioni di persone. E le prospettive future restano positive, con l’11% dei risparmiatori che dichiara di essere interessato ad acquistare questa tipologia di strumenti. Un dato da tenere in considerazione è che oltre la metà di questi potenziali acquirenti non investe attualmente in altri strumenti finanziari: questo suggerisce che, nel nostro Paese, le criptovalute possano rappresentare per molti un primo canale di accesso al mondo degli investimenti.

Il primo Exchange italiano a integrare il regime amministrato

In questo contesto si inserisce la recente novità annunciata da Cryptosmart. L’exchange italiano, partecipato dalla Banca Popolare di Cortona, è il primo operatore in Italia a integrare gratuitamente il regime fiscale amministrato direttamente in piattaforma.
Il meccanismo è quello già noto agli investitori tradizionali: come avviene con azioni, obbligazioni, ETF e strumenti finanziari detenuti presso banche o broker, l’intermediario assume il ruolo di sostituto d’imposta. In pratica, Cryptosmart calcola le plusvalenze realizzate sulle operazioni in criptovalute, trattiene l’imposta dovuta e la versa direttamente all’Erario. Per l’utente questo significa non dover fare più la dichiarazione dei redditi per tasse crypto, perché se ne occupa in toto Cryptosmart per suo conto.

Come funziona il servizio

Per l’utente cambia l’esperienza fiscale. Una volta attivato il servizio, non è più necessario inserire autonomamente le crypto-attività detenute sull’exchange nella dichiarazione dei redditi, né calcolare manualmente le imposte sulle plusvalenze. L’intero iter di gestione della tassazione criptovalute viene automatizzato all’interno della piattaforma.
Il servizio è pensato sia per i clienti già attivi sia per chi oggi detiene criptovalute su exchange internazionali o wallet self-custodial. Trasferendo gli asset su Cryptosmart, l’investitore può accedere a un ecosistema italiano che unisce operatività, custodia, assistenza in lingua italiana e gestione fiscale. “Applichiamo un modello collaudato a un prodotto diverso”, spiega il fondatore e ceo Alessandro Frizzoni. Il riferimento è al regime amministrato utilizzato da decenni nella finanza tradizionale, ora esteso per la prima volta in modo nativo al mercato crypto italiano.

I vantaggi

Il vantaggio principale è duplice: una maggiore semplificazione e una maggiore tranquillità dal punto di vista fiscale. Per molti investitori, infatti, la gestione autonoma delle plusvalenze può comportare costi elevati, con il rischio di erodere parte dei rendimenti ottenuti o incorrere in sanzioni. Con il nuovo sistema, invece, il rapporto con il fisco viene gestito direttamente dall’exchange.
La novità rappresenta un passaggio chiave nel processo di maturazione del mercato criptovalute in Italia. Dopo anni dominati da un approccio spesso “fai da te”, l’arrivo del regime amministrato introduce un elemento vicino agli standard della finanza regolamentata. Agli investitori arriva un messaggio chiaro che va nella direzione della semplificazione: le criptovalute entrano in una fase più ordinata, nella quale operatività e fiscalità tendono a convergere.