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Unicredit permetterà l’aumento del lavoro da remoto nel post-Covid

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UniCredit permetterà ai suoi dipendenti d’ufficio a livello globale di lavorare in media fino a due giorni settimanali da remoto, quando l’emergenza sanitaria volgerà al termine. Una mossa che vedrà così la banca offrire ai lavoratori il massimo dei giorni fissato dal contratto collettivo ABI.

Lo smart working, rivelatosi utile e strategico durante la pandemia, non si ferma. Prima della crisi Covid, secondo quanto afferma un portavoce di Unicredit, l’azienda concedeva ai suoi dipendenti mediamente un giorno a settimana di lavoro da remoto.

Banche in ordine sparso sullo smart working

In questa fase, le compagnie di tutto il mondo stanno valutando quanta flessibilità lasciare ai propri dipendenti dopo svariati mesi di lavoro forzato da casa in seguito ai vari lockdown registrati in concomitanza con i picchi dei contagi.

La banca svizzera Ubs ha annunciato che intende adottare un modello lavorativo ibrido, mentre Morgan Stanley ha detto che si aspetta da settembre il rientro alla sede centrale di Manhattan della maggior parte dei suoi dipendenti.

FABI promuove la scelta di UniCredit

Tornando a UniCredit, la banca concederà anche ai dipendenti di filiale in media un giorno a settimana di lavoro da remoto. Mario Sileoni, segretario generale di FABI, ha commentato: “Questo è un primo passo importante nella giusta direzione. Ovvero dare la possibilità ai lavoratori di tornare in ufficio o lavorare parzialmente da remoto, in linea con quanto dice il contratto nazionale, che consente sino a 10 giorni di smart working al mese”.

Al momento all’incirca il 40% dei dipendenti della banca a livello globale è impiegato presso gli uffici centrali.