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Umori contrapposti sul Ftse Mib: Intesa Sanpaolo punta i 2 euro e FCA i 15, Unicredit rifiata dopo ultimi rumor su Mps

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L’attesa di ulteriori stimoli fiscali negli USA, a seguito della conquista del Senato da parte dei Democratici, continua a tenere banco sui mercati. Wall Street ieri ha aggiornato i massimi storici rimanendo indifferente alle violenze a Washington, con l’assalto dei sostenitori di Donald Trump al Congresso Usa. “Le aspettative di un nuovo programma di stimolo fiscale sono state rafforzate, con i titoli tecnologici che hanno sottoperformato rispetto alle loro controparti della old economy, mentre gli investitori cercano un rimbalzo ciclico per aumentare il ritmo”, commentano stamattina gli esperti di IG.
La vittoria in Georgia consente ai Democratici di raggiungere i 50 seggi su 100 in Senato ottenendo la maggioranza di fatto grazie al ruolo del vicepresidente eletto Kamala Harris che, in quanto presidente del Senato, avrà il voto decisivo in caso di equilibrio.

Ftse Mib reduce dall’exploit della Befana

Il Ftse Mib, reduce dal balzo del 2,4% di ieri, sale dello 0,06% a quota 22.748 punti. Ieri a sostenere gli acquisti ha contribuito anche la notizia dell’approvazione del vaccino anti-Covid di Moderna da parte dell’Agenzia europea per i medicinali (EMA). Il vaccino anti-Covid di Moderna diventa così il secondo ad ottenere l’approvazione in Europa dopo quello di Pfizer e BioNTech, alimentando le speranze di una campagna di vaccinazione efficace che possa far ripartire l’economia europea.
Tra i titoli del listino milanese, continua l’exploit di Buzzi Unicem (+2,4% sopra i 22 euro) dopo il quasi +8% della vigilia con il settore costruzioni trainato dalla prospettiva di maggiori investimenti pubblici nelle infrastrutture Usa con la vittoria dei democratici in Georgia. Buzzi Unicem genera il 55% dell’ebitda (2019) negli USA è il principale beneficiario tra i titoli di Piazza Affari del piano infrastrutturale dei democratici Usa.

Unicredit ritraccia dopo +6% di ieri, acquisizione MPS sempre più vicina 

Tra le banche Intesa Sanpaolo segna +0,79% avvicinando la soglia dei 2 euro. Unicredit invece è arrivata a cedere l’1% in area 7,86 euro dopo il balzo di +6% della vigilia sulle voci di un maggiore contributo da parte del Tesoro per facilitare l’acquisizione di MPS. In particolare, sarebbe allo studio una cessione di NPE per un valore nominale di 14 miliardi dalla seconda banca italiana ad Amco. Secondo quanto riportato da Reuters, AMCO potrebbe rilevare anche un portafoglio di crediti in bonis ma ad alto rischio di Mps. La cessione di NPE ad AMCO permetterebbe un ulteriore significativo miglioramento dell`asset quality di Unicredit, che passerebbe dal 4,6% del 3° trimestre 2020 all’1,5% circa.
Secondo quanto riportato da Il Messaggero, l’operazione dovrebbe prevedere un prezzo medio di cessione in area 30 cents (coverage medio NPE al 3Q20 del 61%) e un impatto a capitale limitato per Unicredit. “Questa misura, unita ad un aumento di capitale di MPS/contributo da DTA per ulteriori 5 mld di euro, può agevolare significativamente un’acquisizione da parte di Unicredit, riducendo i rischi sia sull’asset quality (NPE Ratio combined in area 2% sui dati 3Q20) che sui contenziosi legali”, commentano oggi da Equita.

FCA torna a salire, male CNH e Ferrari

Tra gli industriali riprende la corsa di FCA (+1,45% a 14,72 euro) in attesa della nascita di Stellantis il prossimo 16 gennaio. In rosso invece CNH (-0,7%) dopo i rumor emersi ieri circa colloqui preliminari con i cinesi di FAW Jiefang (produttore di camion col proprio brand e auto in partnership con VW e Toyota) per la cessione di Iveco; altre fonti parlano di interesse per camion e bus (senza mezzi speciali) e una quota di minoranza nella divisione powertrain. Un portavoce di CNH ha confermato che ci sono stati dei colloqui preliminari.
Segno meno anche per Ferrari che cede l’1,63%, peggior titolo del Ftse Mib.