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Ubi: l’offerta di Intesa partirà il 6 luglio. 5 giorni di tempo ai soci per esprimersi

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Si fa sempre più vicina la fusione tra Intesa Sanpaolo e Ubi Banca, la prima e la terza banca italiana. Ieri sera è arrivato anche il via libera della Consob al documento relativo all’Offerta Pubblica di Scambio (Ops) lanciata da Cà de Sass su Ubi. Ma i nodi da sciogliere non sono finiti qui. Ora il cda della banca guidata da Victor Massiah si dovrà esprimere sulla proposta prima che l’offerta di scambio parta sul mercato. Il periodo di adesione inizierà il 6 luglio. Intanto si attende anche il verdetto dell’Antitrust.

Il periodo di adesione e il corrispettivo dell’Ops

Ieri la Consob ha approvato il documento relativo all’Ops e i relativi documenti riguardanti l’offerta delle azioni derivanti dall’aumento di capitale di Intesa a servizio dell’operazione. Il periodo di adesione è stato fissato dal 6 al 28 luglio (estremi inclusi). Riguardo al corrispettivo, per ogni azione Ubi portata in adesione all’Ops verrà offerto 1,7 azioni Intesa rivenienti dall’aumento di capitale. In altre parole, quindi, per ogni 10 azioni Ubi portate in adesione saranno corrisposte 17 azioni Intesa Sanpaolo. Il corrispettivo verrà corrisposto alla data di pagamento, ossia il 3 agosto.

Il verdetto del cda di Ubi

A questo punto il cda di Ubi dovrà esprimere un giudizio sull’offerta di Intesa, che potrebbe essere non proprio positivo. C’è infatti la possibilità che il board giudichi la proposta di Cà de Sass ostile e quindi inaccettabile. Già nei mesi scorsi il patto di consultazione Car (Comitato azionisti di riferimento), che controlla circa il 19% della banca, si era espresso per il no. Ubi avrà cinque giorni di tempo per valutare la proposta e, secondo Il Sole 24 Ore, presentare un documento contenente un giudizio di congruità, che verrà comunicato al mercato.
Un ruolo di primo piano nel giudizio lo giocherebbe anche l’azionista Parvus Asset Managent, tra i principali soci di Ubi con una quota di circa l’8%. Proprio su Parvus, secondo quanto riporta Il Sole 24 Ore, la Procura avrebbe aperto un fascicolo per vederci chiaro sulla partecipazione detenuta. In particolare, su chi sia la controparte che sta dietro alla quota acquistata da Parvus. Secondo alcune indiscrezioni di stampa infatti si potrebbero nascondere relazioni con azionisti bergamaschi e bresciani, che potrebbero influire sul giudizio della proposta in un accordo occulto. Il fondatore di Parvus, Ettore Mercadante, nei giorni scorsi a Reuters ha smentito queste voci affermando di non aver mai incontrato alcuna persona che sia azionista di Ubi o abbia rapporti con Ubi da quando ha acquistato la partecipazione.