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Ubi Banca: settimana da incorniciare, attacco a muro dei 3 euro e successivi target. Tornano segnali di forza su Banco BPM

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Settimana in rally per Ubi Banca che si è portata su nuovi massimi annui. L’istituto bergamasco, che segna il +10% nelle ultime 5 sedute, è tra i più vociferati in ottica di M&A essendo stato accostato più volte a Bper o Banco Bpm. Anche quest’ultimo si è distinto nell’ultima settimana con un rialzo del 3%, sovraperformando decisamente  l’indice settoriale (+0,7%). Banco Bpm e Ubi, due tra le banche del Ftse Mib che più hanno sofferto in questo 2019 e i due titoli più shortati dell’intero listino, si sono riscattate nell’ultimo periodo grazie all’ipotesi di una fusione tra i due istituti che porterebbe alla creazione di un player bancario con una potenza di fuoco invidiabile nelle maggiori regioni del Nord (Piemonte, Lombardia e Veneto). Banco Bpm è tra i peggiori 10 del Ftse Mib da inizio anno con una performance positiva del 4%, notevolmente inferiore rispetto all’indice (+27%) e alle altre banche (Ubi è salita di oltre il 20%). A 12 mesi il bilancio migliore è sempre quello di Ubi (+15%) rispetto al +10% di Banco Bpm. Oggi corre ancora a gran velocità il titolo dell’istituto bergamasco con rialzo di oltre il 2% arrivando a quota 3 euro, mentre Banco Bpm guadagna circa mezzo punto percentuale poco sopra i 2 euro.

Ubi Banca: sfida la resistenza a 3 euro

Dal 10 ottobre il titolo del gruppo bancario è inserito in una fase laterale tra 2,6 e 3 euro. Grazie al balzo di ieri i corsi si sono portati sopra il 61,8% di Fibonacci a 2,89 euro di tutto l’uptrend avviato a settembre 2016, livello che per tre volte quest’anno ha interrotto la salita del titolo. RSI quasi in ipercomprato sottolinea la forza dei compratori, mentre i volumi sono aumentati. In tale scenario, con il superamento dei 3 euro Ubi potrebbe mettere nel mirino i successivi target a 3,22 e 3,5 euro. In caso di debolezza, invece, fin sotto il supporto a 2,65 euro, è possibile un graduale ritorno verso 2,5 euro (dove passa anche la media mobile 200 periodi) e 2,25 euro.

Per chi volesse operare su Ubi Banca con certificati a leva long, si potrebbe considerare per esempio il Turbo Long con ISIN: NL0013873938. In alternativa chi ha view ribassista può operare con questo Turbo Short ISIN: NL0013490469.

Banco Bpm: recupera la trend rialzista

Dopo aver fallito, per la seconda volta in soli due mesi, l’assalto ai picchi massimi dell’anno raggiunti lo scorso 17 ottobre a quota 2,22 euro, il titolo dell’istituto di credito è tornato al retest il supporto importante in zona 2 euro. Grazie al forte rialzo di ieri, Banco Bpm si è ridestato tornando anche al di sopra della trend line rialzista di medio periodo costruita sui minimi di agosto e settembre 2019. RSI non ci fornisce particolari segnali stazionando vicino all’equilibrio, mentre i volumi stanno aumentando. Il titolo sta attraversando una fase laterale di breve volteggiando tra il 38,2% di Fibonacci a 1,97 euro (di tutto l’uptrend avviato a ottobre 2018) e la resistenza a 2,164 euro. Questi sono i due livelli da monitorare. Per un primo segnale rialzista bisognerà attendere il superamento dei 2,164 euro per aprirsi la strada verso 2,26 e 2,36 euro. In caso di debolezza, invece, con ritorno fin sotto quota 1,97 euro, possibili accelerazioni verso il basso con target 1,9 e 1,83 euro.

Per chi volesse operare sul Banco Bpm con certificati a leva long, si potrebbe considerare per esempio il Turbo Long con ISIN: NL0013493638. In alternativa chi ha view ribassista può operare con questo Turbo Short ISIN: NL0013493737.