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Tutto dipende dalla Fed: gli strategist rimangono bullish per prossimi trimestri, tra i settori rimane alto l’appeal dello ‘stay-at-home’

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Nonostante gli elevati ritorni dei mercati, l’economia globale non si è ancora completamente riaperta e più della metà (57%) degli strategist prevede che ci vorranno altri sei/nove mesi perché il processo di riapertura si dispieghi completamente su scala globale.

Così emerge da un sondaggio realizzato da Natixis Investment Managers, cui hanno partecipato 42 esperti, secondo cui anche se il mercato sta sperimentando il primo reale aumento dell’inflazione degli ultimi 13 anni, il maggior rischio per gli investitori potrebbe essere il compiacimento. Nel complesso, è opinione diffusa che gli investitori dovrebbero però monitorare i rischi e stare in guardia da potenziali ostacoli. Uno dei principali trend di mercato emersi durante la pandemia è stata la rotazione a favore del value. Guardando alla seconda metà dell’anno, il 64% degli intervistati afferma che il value ha ancora qualche mese di corsa dinanzi a se, mentre solo un quarto (26%) crede che la sua sovraperformance possa andare avanti per qualche anno. Solo il 10%, invece, ritiene il suo rally ormai concluso, opinione questa più diffusa tra il 21% degli strategist che immagina una fase di stallo dei mercati per gli ultimi due trimestri dell’anno. “Affinché il value continui a sovraperformare, avremmo bisogno che l’inflazione si dimostri transitoria e che il governo federale incrementi le proprie spese fiscali”, afferma Chris Wallis, Chief Investment Officer, Vaughan Nelson Investment Management.

Mercati influenzati dalla Fed

Di tutti i fattori che potrebbero influenzare la performance del mercato nella seconda metà del 2021, gli strategist riconoscono la rilevanza del comportamento della Fed. Anche le prospettive dei mercati emergenti nella seconda metà dell’anno sono infatti legate alla Fed: la sovraperformance degli emergenti dipende dalla stabilità del dollaro e dei tassi. Prendendo in considerazione due delle principali storie di investimento emerse dalla pandemia, gli strategist di Natixis hanno mostrato la maggior convinzione per quanto riguarda gli investimenti ESG. Per tutta la durata della pandemia, le strategie ESG hanno generato risultati molto solidi sia in termini di ritorni sia di crescita degli asset. Anche se le criptovalute hanno conquistato i titoli dei giornali nell’ultimo anno, nessuno dei 42 strategist che hanno partecipato all’ultimo sondaggio inquadra le criptovalute come un’alternativa valida alle valute tradizionali.

 Infine dall’indagine emerge che gli intervistati hanno di fatto visto pochi cambiamenti rispetto allo scorso anno per quanto riguarda i possibili vincitori. Quest’anno le preferenze vanno alla tecnologia (88%), all’healthcare (83%), agli investimenti ESG (76%) e all’edilizia residenziale (74%). Dato che quasi sei strategist su dieci (57%) mettono nella colonna dei vincitori l’economia legata allo stay-at-home, sembra che molti pensino ci vorrà del tempo prima che riemerga il tema del ritorno in ufficio. Le convinzioni non sono altrettanto forti quando si parla di energia (38% vincente rispetto al 62% perdente) e di viaggi (52% vincente, 48% perdente), adottando quindi una prospettiva che si allinea con una riapertura completa nella prima metà del 2022 piuttosto che nell’ultima metà del 2021.