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Trimestrale indigesta per Telecom Italia, titolo giù. Analisti preoccupati da calo ARPU e rischi all’orizzonte

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Vendite sul titolo Telecom Italia all’indomani dei conti trimestrali. IN attesa della conference call con gli analisti, in programma alle ore 13, gli investitori stanno castigando il titolo (-1,24% a 0,43 euro) dopo una prima reazione positiva ai numeri trimestrali. In particolare gli analisti pongono l’accento sulla forte pressione sull’Arpu (ricavo medio per utente). 

Ebitda batte attese, ricavi da fisso in crescita in Italia

TIM ha chiuso il primo trimestre 2021 evidenziando una perdita di 0,2 miliardi di euro per effetto di partite non ricorrenti (-0,3 miliardi) e, in particolare, per l’accantonamento destinato all’uscita di personale per il pensionamento anticipato e volontario prevista nel secondo trimestre di quest’anno (circa 1.300 persone). Il risultato netto, escludendo le partite non ricorrenti, si attesta a 0,1 mld.
I ricavi sono in linea con l’anno precedente a 3,8 miliardi. I ricavi domestici segnano un calo dello 0,6% a 3,1 miliardi, con ricavi telefonia fissa domestica in crescita del 3%-. In Brasile ricavi +3% a 658 mln. I ricavi da servizi di gruppo sono stati pari a 3,387 miliardi di euro, con un trend in calo rispetto all’anno precedente (-2,5%) ma in miglioramento rispetto al calo registrato nel 2020 (-5,6%).
L’ebitda organico è in lieve calo 1,6 mld (-1,3% a/a) in linea con le previsioni di piano. L’ebitda domestico è stato di 1,26 mld (-2,6%).
Il consensus prevedeva per la maggiore tlc italiana ricavi per 3,7 miliardi di euro ed ebitda a 1,569 mld.
Alla fine del primo trimestre 2021 l’indebitamento finanziario netto after lease di Telecom Italia risulta pari a 16,6 miliardi di euro, in calo di 5,1 miliardi anno su anno, -2 miliardi sul trimestre precedente). L’equity free cash flow ha contribuito per 469 milioni di euro (307 milioni di euro su base after lease).

Forte pressione sull’ARPU

Equita SIM rimarca come i ricavi siano stati leggermente meglio grazie al fisso ma con ARPU fisso e mobile (e quindi retail sales) più deboli compensati da ICT, wholesale fisso ed apparati.  L’Arpu fisso e mobilee sono scesi rispettivamente del 5,9% e del 7,3%. “Il management vede ARPU in crescita su base annua nel fisso dal 2H (anche senza il beneficio del calcio) e in stabilizzazione nel mobile Nel complesso, nonostante numeri leggermente superiori, ci aspettiamo una reazione neutrale/negativa per la forte pressione sugli ARPU”, rimarca la sim milanese che conferma buy con target price a 0,51 euro.
Anche secondo gli esperti di Intesa Sanpaolo la trimestrale è in chiaroscuro con il business fisso domestico che si sta stabilizzando, mentre il segmento mobile è ancora in sofferenza. L’attesa è che nei prossimi quarter ci siano dei miglioramenti grazie anche al lancio dell’offerta calcio in rete fissa e a una più favorevole base di confronto nel segmento mobile.
Tra i rischi da temere nel breve-medio termine, Intesa indica il prossimo lancio dell’offerta di rete fissa di Iliad (rinviata a dopo l’estate) e le incertezze sul fronte della rete unica. 

Dopo estate attesa sponda da Serie A con accordo Dazn

La tlc guidata da Luigi Gubitosi conferma la guidance comunicata con l’approvazione del piano strategico 2021-2023 ‘Beyond Connectivity’. Gubitosi punta a una spinta in più ai ricavi dopo l’estate con la sponda delle partite di serie A grazie all’accordo con Dazn.
A partire da luglio l’accordo con DAZN prevede tutte le partite di Serie A su TIMVISION. Oltre a generare ricavi addizionali, rimarca TIM, contribuirà ad accelerare l’adozione di connessioni UBB e rafforzerà la strategia convergente, consolidando il posizionamento di TIMVISION come principale aggregatore di contenuti televisivi del Paese.
Intanto, come ricorda oggi il quotidiano La Repubblica, i sindacati hanno indetto una mobilitazione per il 27 maggio, per sensibilizzare il Mise sulla creazione di una rete unica tra Tim e Open Fiber. In questi giorni è attesa la firma della vendita del 50% di OF in mano a Enel a Macquarie (40%) e a Cdp.