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Tria-Conte: il piano per convincere Bruxelles dopo la lettera. ‘Deficit reale sarà del 2%’

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Il Sole 24 Ore riporta oggi alcune indiscrezioni secondo cui, a fronte di una manovra che rimarrà immutata e a seguito della nuova lettera Ue inviata all’Italia, in cui Bruxelles afferma che la legge di bilancio del governo M5S-Lega è incompatibile con il calo del debito, l’asse Tria-Conte ha un piano per cercare di strappare il sì a Bruxelles.

Il piano è quello di presentarsi alla riunione dell’Eurogruppo di lunedì prossimo e nel confronto con Juncker, affermando che il disavanzo reale “si ferma al 2% per effettto della crescita e per la minore spesa su pensioni e reddito”.

Ovvero, il governo punterebbe a mostrare all’Ue che “i modelli econometrici non tengono conto del fatto che centrare gli obiettivi di crescita porterebbe circa 4 miliardi di entrate fiscali in più, riducendo il deficit reale al 2,2%. E le spese reali potrebbero fermarsi prima di raggiungere i livelli indicati nel programma di bilancio. Per ‘quota 100’ il tempo di attesa per gli statali, che coprono il 40% della platea, può allungarsi a 9 mesi, spostando al 2020 una parte di spesa, e anche nel privato i tagli all’assegno imposti dal contributivo e il divieto di cumulo potrebbero dissuadere una parte degli interessati. La spesa, allora, potrebbe attestarsi intorno a 5 miliardi invece dei 6,7 miliardi messi in programma”.

Ancora il Sole:

“E anche sul reddito di cittadinanza un avvio più lento rispetto all’ambizione targata M5S potrebbe ridurre il conto da 9 a 7 miliardi. Da qui, più che dalla spending timida messa in manovra, potrebbero arrivare risparmi per due decimi di Pil che porterebbero il deficit ‘effettivo’ al 2%”.