Tregua sui mercati: petrolio si sgonfia. Piazza Affari sale con i bancari, giù lo spread
Fonte immagine: Getty Images
Torna il sereno sui mercati finanziari, dopo un lunedì sull’ottovolante. A dare un’iniezione di fiducia le parole del presidente Usa, Donald Trump, che ha avanzato l’ipotesi di una fine imminente del conflitto in Iran.
Immediata ieri la reazione sui mercati, con il prezzo del petrolio che si è letteralmente sgonfiato dopo essere arrivato a sfiorare i 120$ dollari al barile, le principali Borse europee hanno contenuto le perdite, il dollaro si è indebolito e i rendimenti sono tornati a scendere. Con gli asset rischiosi che ottengono una tregua.
E anche oggi, almeno per il momento, il sentiment resta positivo. Positiva anche Piazza Affari trainata al rialzo dai bancari, con lo spread che è tornato sotto controllo sotto la soglia di 70.
Una “tregua gradita” sui mercati
La cronaca finanziaria di oggi pone l’attenzione sul rimbalzo di Piazza Affari e delle principali Borse europee che provano così a lasciarsi alle spalle un avvio di settimana incerto. A Milano, l’indice Ftse Mib poco dopo le 10 registra un rialzo di oltre il 2% e viaggia sopra la soglia dei 45mila punti, trainato dai principali titoli del comparto bancario che nelle ultime sedute avevano mostrato debolezza. Con rialzi superiori al 5% le migliori del listino sono UniCredit e Mediobanca tallonate da Mps che guadagna il 4,9% e da Bper Banca che segna un +4,87%.
“Dopo un inizio molto incerto, lunedì si è rivelato un giorno di inversione per gli asset rischiosi, con il presidente Trump che ha lasciato intendere che le operazioni militari potrebbero concludersi presto. Nessuno sa se sarà realmente così, ma gli eventi di lunedì dimostrano che l’amministrazione statunitense è più sensibile al tema dell’energia di quanto sembrasse“, sottolineano gli esperti di ING. “Ciò che conterà di più, tuttavia, è la riapertura dello Stretto di Hormuz e la ripresa della produzione in tutto il Medio Oriente. Finché gli investitori non riceveranno notizie in merito, presumibilmente relative a una sorta di cessate il fuoco, dubitiamo che il dollaro lascerà rapidamente tutti i guadagni ottenuti nelle ultime due settimane”, segnalano ancora dalla banca olandese.
“Gli investitori si rendono conto che l’instabilità nella regione potrebbe continuare per un periodo prolungato, ma ora l’attenzione è rivolta alla possibilità che possa presto trasformarsi in un conflitto regionale piuttosto che in uno che possa avere un profondo impatto sull’economia globale”, ha rimarcato Mohit Kumar, capo strategist per l’Europa di Jefferies.
LEGGI ANCHE
Spread sotto controllo. I numeri del BTP Valore
Torna a restringersi anche lo spread Btp-Bund che stamattina viaggia a quota 69 punti base, dopo essere schizzato sopra gli 80 punti. Con il rendimento decennale in calo di 10 punti in area 3,51%. E in attesa delle aste del Tesoro previste nel corso della settimana (domani asta Bot annuali fino a 8 miliardi di euro e il giorno successivo in primo piano un’emissione di lungo termine), ieri il ministero dell’Economia e delle Finanze (Mef) ha annunciato i dettagli della settima emissione del BTP Valore. Per la famiglia di titoli di Stato dedicata esclusivamente ai piccoli risparmiatori (retail) l’importo emesso è stato pari a 16.222,584 milioni di euro a fronte di 522.214 contratti conclusi, con un taglio medio di 31.065 euro.
Nel dettaglio, dei 522.214 contratti conclusi sul MOT (il Mercato Telematico delle Obbligazioni e Titoli di Stato di Borsa Italiana) circa il 63,5% è stato di importo inferiore ai 20.000 euro, mentre se si considerano i contratti fino a 50.000 euro, si raggiunge circa il 90% del totale.
Sulla base delle informazioni raccolte dai Dealer, Co-Dealer e dagli altri intermediari coinvolti nel collocamento, emerge una partecipazione predominante da parte degli investitori retail, che rappresentano circa il 73% del totale, una quota nettamente superiore rispetto a quella attribuibile al segmento private banking. All’interno della componente retail, si stima che circa il 60% degli ordini sia stato trasmesso tramite le filiali delle reti bancarie e gli uffici postali, sia recandosi fisicamente presso le sedi sia attraverso modalità a distanza, mentre il restante 40% è stato inoltrato tramite i canali di home banking. Per quanto riguarda la distribuzione geografica degli ordini, la quasi totalità delle richieste di sottoscrizione risulta provenire da investitori domestici.