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Torna ipotesi fusione tra Ubi e Bper, ma Banco non vuole fare da spettatore

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Fusione tra Ubi Banca e Bper in arrivo? Lo riportano fonti di stampa, secondo cui ci sarebbero contatti fra i principali azionisti di Ubi (Fondazione Banca Monte Lombardia 5%, Fondazione Cr Cuneo 6%) e Bper (Unipol 20%, Fondazione Sardegna 10%) per valutare un’eventuale fusione. “Si tratta di indiscrezioni del tutto generiche e prive di ogni riferimento preciso e che non costituiscono una novità assoluta” affermano gli analisti di Equita, precisando che “si era già parlato di un’intensificazione dei contatti fra le controparti interessate a partire da ottobre”.
Equita ha un giudizio Buy su Bper con target price a 51, euro, mentre su Ubi consiglia l’Hold con prezzo obiettivo a 3,2 euro. “Ribadiamo la nostra convinzione in base a cui l’operazione di M&A più probabile è rappresentata da una fusione fra Ubi e Bper visto che il fit sarebbe ottimale rispetto ad opzioni alternative (Banco Bpm e Mps) non solo dal punto di vista della governance ma anche industrialmente visto che sia Bper che Ubi controllano ancora diversi business (Am, assicurazione, Npl servicing) che potrebbero essere valorizzati con l’ingresso di uno o più partner per sostenere i costi di ristrutturazione del deal” spiegano gli esperti.

“Ipotizziamo un concambio di 1,6 – che già sconta un premio del 20% per Bper rispetto a Ubi – la combined entity avrebbe un Cet1 2020 stimato di 12,5% (pre-oneri di ristrutturazione) e un Npe ratio di 8,5%. Stimiamo costi di ristrutturazione per 1,5 miliardi per ridurre l’Npe ratio al 5% con vendite per 5,5 miliardi e riduzione di 3.300 dipendenti e sportelli (-10%), con un pro-forma Cet1 che scenderebbe a 11%, livello che potrebbe essere ristabilito attraverso cessioni/valorizzazioni di assets (1 punto base di Cet1 equivale a 1 miliardo di capitale e quindi 20% della capitalizzazione). Con sinergie da costo per 275 milioni (38% utile pro-forma), la combined entity avrebbe un Rote di 9% (contro 6% stand-alone). Nella nuova entità dati il concambio ipotizzato, gli ex azionisti di Bper si diluirebbero dal 30% al 12% (Unipol all’8%) e quelli di Ubi dal 17% al 10%” concludono gli analisti di Equita.
A Piazza Affari, Ubi cede quasi l’1% a 2,9 euro, mentre Bper rimane ancorata alla parità in area 4,6 euro.

Banco Bpm non vuole rimanere fuori dai giochi

In un’intervista rilasciata al Sole 24 Ore dopo l’annuncio della rinuncia a ricandidarsi alla presidenza e in cda, Carlo Fratta Pasini spiega i motivi della sua dipartita, facendo al contempo riflessioni sul “percorso aggregativo” del settore bancario italiano. Operazioni di M&A, ovvero fusioni e acquisizioni tra le banche: a come punto siamo? A suo avviso, “manca ancora al Paese una grande banca basata soprattutto, ma non esclusivamente, al Nord”. A tal proposito Banco Bpm ha le carte per farlo: “Ha uomini, in primis l’amministratore delegato Giuseppe Castagna, e mezzi per poterne essere, a tempo debito, protagonista”.
Tra le notizie più recenti che interessano il futuro Banco Bpm occhio a quella di inizio anno, relativa alla decisione dell’ad Giuseppe Castagna di andare verso un dividendo simbolico, come ha detto lui stesso in un’intervista rilasciata al Messaggero. In quell’occasione, Castagna ha precisato anche che l’ipotesi di fusione con Ubi Banca è al momento puramente astratta, commentando così l’opzione di un coinvolgimento sul fronte Mps (con il Tesoro che deve presentare il piano di uscita dal capitale, da finalizzare entro il 2021): “Qualsiasi considerazione relativa alla fusione dipenderà dal fatto che possa migliorare le operazioni delle banche nei territori scelti”, ha detto l’amministratore delegato.