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La top 10 dei rincari: stangata su servizi bancari, lavoratori in smart working e libri scolastici

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Nei giorni scorsi l’Istat ha confermato che l’Italia si trova in deflazione (-0,5% l’indice dei prezzi al consumo a settembre), ma non mancano alcune voci che segnano importanti incrementi, come le spese bancarie e quelle legate all’istruzione. In un solo mese, i libri scolastici aumentano dell’1,7%, un rialzo ancora maggiore rispetto alla stima dell’associazione fatta a fine agosto, pari a +1,5%. Un rincaro che si colloca al settimo posto della top ten mensile elaborata dall’Unione Nazionale Consumatori (UNC). Mentre lo scorso anno le principali catene della grande distribuzione facevano uno sconto, in buoni spesa, che arrivava al 25% del prezzo di copertina, oggi lo sconto praticabile si è ridotto di ben 10 punti percentuali. All’ottavo posto la scuola dell’infanzia, che segna rispetto ad agosto un aumento dell’1,5% e al nono l’istruzione primaria, +1%.

In testa alla classifica mensile, comunque, sono altre voci: Altri apparecchi per la ricezione, registrazione e riproduzione di suoni e immagini (ad es. cuffia con microfono, E-book reader) salgono del 5,7%, al secondo posto i vegetali freschi, +4,8%, al terzo Altri piccoli apparecchi elettrici per la casa (ad es. centrifughe), con +4,1%, segno che non è finita la voglia degli italiani di riscoprire i cibi fatti in casa.

Per quanto riguarda l’inflazione annua di settembre, anche se al decimo posto della classifica, preoccupa il rialzo delle spese bancarie, +4,5%.

In testa alla classifica gli Apparecchi per riscaldamento, condizionatori d’aria, +13%, al secondo posto la gioielleria, +12,6% e al terzo i pacchetti vacanza nazionali, +11,8%, una controprova del fatto che quest’anno gli italiani a settembre sono andati più in vacanza rispetto allo scorso anno.

Si conferma poi la speculazione per chi lavora in smart working: Apparecchi per il trattamento dell’informazione (computer portatili palmari, tablet + computer desktop) salgono del 9,4%, collocandosi al quinto posto; Accessori per apparecchi per il trattamento dell’informazione, ossia monitor e stampanti registrano un +5,9%.

Si segnalano anche gli aumenti di frutta fresca, al quarto posto con +10,2%, Tariffe amministrative (certificati anagrafici, carta d’identità, passaporto) al sesto con +8,5% e la stangata per chi viaggia in treno, all’ottavo posto con +5,8%.

“L’Italia è in deflazione, ma si tratta della solita media del pollo, per cui precipitano i prezzi delle voci che registrano un crollo della domanda, come il trasporto marittimo che diminuisce in un solo mese del 36,6% o i voli internazionali che si riducono del 42,8%, peccato che poi salgano le voci obbligate, come quella delle famiglie che devono mandare i figli a scuola” afferma Massimiliano Dona, presidente dell’Unione Nazionale Consumatori.