Ftse Mib corre in Europa, ma mercato è ancora a sconto
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Per Piazza Affari il 2025 è stato un anno di rialzi, con una performance positiva e tra le migliori in Europa. Restano, tuttavia, alcune “fragilità” come l’assenza di Ipo nel listino principale (21 le quotazioni ma sull’EGM) e i numerosi delisting che non si arrestano. La capitalizzazione complessiva del mercato azionario domestico continua ad essere fortemente concentrata sulle società a maggiore dimensione, con le prime dieci che rappresentano oltre la metà del valore complessivo del listino (55%).
Queste le principali tendenze evidenziate nel decimo Osservatorio sui Mercati dei Capitali di Equita, lo studio che analizza annualmente i mercati azionari e obbligazionari, ponendo particolare attenzione alle dinamiche che coinvolgono gli investitori e gli intermediari finanziari che operano sui mercati.
Ftse Mib tra i principali mercati europei: i numeri 2025
Il 2025 ha visto la performance del mercato italiano che si è distinto in Europa, sostenuto dal settore aerospaziale e della difesa e da quello bancario che hanno contribuito in modo significativo.. L’indice Ftse Mib ha terminato lo scorso anno con un rialzo di oltre il 31% alle spalle dell’indice spagnolo Ibex (+49,3%), facendo meglio del listino tedesco Dax (+23%) e di quello francese Cac40 (+10,4%).
Sia in termini di capitalizzazione sia di investimenti il mercato italiano resta, tuttavia, concentrato su un ristretto gruppo di big (le prime 10 società rappresentano circa il 55,5% del valore totale del mercato). Nel rapporto Equita pone l’accento su una altra questione: “L’Italia continua a scambiare a sconto rispetto agli altri mercati europei“, con “il rapporto prezzo/utili del mercato italiano che si attesta ancora al livello più basso tra i Paesi europei”.
Il punto sullo spread
Il 2025 ha rappresentato “un punto di svolta” per i titoli di Stato italiani, con lo spread BTP-Bund che ha raggiunto il minimo dalla crisi finanziaria del 2009. A fine 2025, lo spread BTP-Bund a 10 anni si è ridotto a 65 punti base. In questo contesto, sotto la lente l’evoluzione del mercato obbligazionario corporate che ha registrato 46 miliardi di euro di emissioni (+1,3% sul 2024) e 82 operazioni (+5% a/a), sostenuto dai tagli dei tassi della Bce (giugno 2024-giugno 2025).
“Il mercato obbligazionario societario è stato sostenuto da una prima metà dell’anno molto attiva, che ha rappresentato oltre il 65% dell’intero anno, in linea con il 2024”, si legge nel report di Equita.
La sfida principale
Nel corso del dibattito è emerso come negli ultimi anni siano stati compiuti passi avanti sul piano normativo e regolamentare, dal percorso avviato con il Libro Verde sui mercati dei capitali fino alla recente Legge Capitali e alle iniziative europee come il Listing Act. La sfida principale di oggi però riguarda il rafforzamento dell’intero ecosistema di mercato. “Lo sviluppo dei mercati dei capitali necessita di un approccio sistemico, che favorisca la presenza di investitori di lungo periodo, rafforzi il ruolo degli intermediari e incentivi l’allocazione del risparmio verso l’economia reale, anche utilizzando la fiscalità come leva”.