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Tim verso cda di fuoco, rischio svalutazione rete. Ma dal Brasile arrivano numeri confortanti

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Si preannuncia un consiglio di amministrazione molto delicato quello in programma domani per Telecom Italia. L’approvazione dei conti del terzo trimestre, e non solo, potrebbe mettere il management della maggiore tlc italiana di fronte a uno scenario decisamente difficile con i numeri da luglio a settembre attesi deboli. In particolare il Brasile potrebbe zavorrare i conti di Tim anche se i numeri arrivati oggi dalla controllata brasiliana, Tim Participacoes, appaiono migliori del previsti. Il terzo trimestre 2018 è stato chiuso da Tim Brasil con un utile netto normalizzato di 388 milioni di reais brasiliani (circa 90 milioni di euro), in crescita del 39% a/a. Meglio del previsto i ricavi netti, saliti del 4,4% a 4,261 miliardi di reais (circa 990 milioni di euro), mentre il consensus raccolto da Tim tra un panel di analisti era di 935 milioni. L’ebitda normalizzato è salito dell’8,6% a 1,657 miliardi di reais.

A Piazza Affari il titolo Tim si muove in lieve rialzo (+0,3% a 0,53 euro). Da inizio anno il titolo segna un saldo negativo del 26% con le ultime settimane che hanno evidenziato un tentativo di recupero (+10% circa dai minimi del 26 ottobre) . 

Il cda di domani, di fronte a conti deboli, potrebbe prendere in considerazione una svalutazione di tutte le attività, in particolare della rete fissa. Secondo quanto riporta oggi La Repubblica, Tim aveva incaricato Enrico Laghi di fare un’analisi sull’impairment del gruppo. La decisione di svalutare potrebbe essere rinviata al 2019 dopo l’approvazione dei dati di bilancio 2018 ma lo scenario di mercato e le prospettive future non lasciano molto spazio di manovra. Le nuove tecnologie fanno perdere valore alle vecchie reti mobili, ma soprattutto a quella fissa. Inoltre, il gruppo guidato da Amos Genish si trova a fronteggiare l’aumento dello spread e le dinamiche dei tassi che rendono più caro il costo del capitale e del debito.

 

Dossier cessioni e nodo assemblea

Rischio svalutazioni che rende ancora più caldo il dossier cessioni dando mandato a Rothschild per la vendita di Sparkle, mentre si continua a trattare la vendita dei multiplex di Persidera a I Squared.

Altro tema caldo è l’assemblea per la nomina dei revisori. Scelta rinviata nell’ultima assemblea per l’astensione al voto di Vivendi. Probabile una convocazione a inizio 2019. Nelle scorse settimane si era parlato di un possibile affondo di Vivendi (azionista numero uno con quasi il 24% del capitale) per aumentare il numero dei consiglieri di 4 unità, ma gli stessi francesi, per bocca del ceo Arnaud de Puyfontaine, hanno smentito l’ipotesi di un’imminente assemblea per nomina dei revisori e l’integrazione del board con 4 consiglieri in più.

Ecco le stime per il terzo trimestre

I conti di Telecom Italia sono attesi domani in serata. Stando alle stime di consensus pubblicate sul sito di Telecom Italia, nel terzo trimestre i ricavi del gruppo sono visti in calo del 4,2% a 4,698 miliardi di euro. L’ebitda è invece atteso in flebile rialzo a 2,1 miliardi (+0,1%); al rialzo del 2,9% a 1,743 mld sul mercato domestico fa da contraltare il calo a doppia cifra in Brasile (-11,4% a 361 mln). L’ebitda margin è atteso al 44,7% dal 42,5% del trimestre precedente e il 42,8% del terzo trimestre 2017. Infine il debito netto adjusted è atteso a 25,179 miliardi, in calo di poi più di un miliardo rispetto a 12 mesi prima.