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TIM, Gubitosi guarda con ottimismo al 2021: ‘Sarà un anno migliore per le tlc e mercato avrà presto motivi per apprezzare il titolo’

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Messaggi improntati all’ottimismo quelli arrivati ieri dall’amministratore delegato di Telecom Italia, Luigi Gubitosi, che conferma gli obiettivi di stabilizzazione del business grazie all’opportunità offerta dai piani di investimento europei e allo sviluppo di aree di business in crescita. Il top manager della maggiore tlc italiana si sofferma anche sulle difficoltà in Borsa di Telecom, mostrandosi ottimista per una risalita del titolo dopo che in questo 2020 tutto il settore tlc è stato penalizzato.
In un’intervista su Il Messaggero il numero uno di TIM ha detto che FiberCop sarà operativa dal 1° trimestre 2021 e il gruppo, così come il governo, è al lavoro sulla rete unica, un progetto che dovrebbe includere anche FiberCop.

Prospettive migliori nel 2021

Gubitosi si sofferma sulle potenzialità di TIM che può riguadagnare la fiducia degli investitori grazie a generazione di cassa, riduzione del debito e miglioramento del fisso. Le prospettive per il 2021 appaiono migliori per tutto il settore e per TIM per il completamento del lavoro di trasformazione del gruppo, per l’abitudine alla pandemia e per le ingenti risorse che saranno allocate sul settore per colmare il digital divide che rende ottimista il CEO sul rispetto delle guidance fornite al mercato. “Il board oggi lavora in piena sintonia, anche grazie al supporto degli azionisti. Quanto al titolo, tutto il settore in Europa è stato penalizzato, penso però che il mercato avrà presto motivi per apprezzare il titolo. Generazione di cassa e riduzione del debito continuano a darci soddisfazione, anche grazie ai primi segni di miglioramento del fisso” sottolinea Gubitosi e a chi gli rimprovera di apparire troppo ottimista il numero uno di TIM sostiene: “Mi sforzo di guardare avanti. Per questo ritengo che il 2021 sarà migliore, non solo per Tim ma per tutto il settore. Per Tim, perché si sta completando il lavoro di trasformazione del nostro gruppo e ci stiamo abituando a convivere con la pandemia. Inoltre, il settore digitale è al centro delle agende italiana ed europea, basti pensare che il Next generation EU destina al digitale in Italia 40 miliardi, che si aggiungono ai 2,7 miliardi già stanziati dal governo. Ciò mi rende ottimista sul rispetto degli obiettivi forniti al mercato”.

Verso il nuovo piano ‘Beyond connectivity’

A inizio del prossimo anno ci sarà poi la presentazione del piano strategico intitolato “Beyond connectivity”. Il focus del nuovo piano sarà aumentare la parte di fatturato generata da servizi tecnologici ad alta crescita e marginalità (cloud, IoT, cybersecurity). “Tim si sta trasformando da pura società di telecomunicazioni in una società di prodotti e servizi tecnologici nell’accezione più ampia del termine” continua Gubitosi. “Ciò implica che il nostro fatturato, oltre al business tradizionale, sarà generato sempre di più da settori ad alta crescita e marginalità come cloud, Internet of things, cybersecurity”. “Stiamo costruendo Datacenter di ultima generazione per Roma, Milano e Torino. Oppure le Smart control room come quella già realizzata a Venezia. O anche le sperimentazioni nella smart agriculture”.
Infine, parlando di Recovery Fund, Gubitosi sottolinea quali sono le attività che potranno essere sviluppate con quelle risorse: sviluppo della banda larga e chiusura del digital divide; accelerazione del 5G; sviluppo dei servizi cloud e dati; sviluppo dei servizi IoT e delle tecnologie connesse (blockchain, cybersecurity, AI e data analytics); promozione delle competenze digitali. Sulle prime quattro si dovrà agire sia sul lato dell’offerta sia della domanda. “L’ultimo obiettivo è però a mio avviso il più importante conclude Gubitosi. In assenza di una popolazione in grado di utilizzare le opportunità offerte dalla rete, tutto si rivelerebbe di scarsa portata se non addirittura inutile”.