Tim centra i target e prepara il nuovo piano. Labriola: “Dal 2027 dividendo da 500 milioni”
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Tim centra i target per il quarto anno consecutivo e torna a remunerare gli azionisti grazie a un buyback da 400 milioni che avverrà dopo il closing di Sparkle. I ricavi sono cresciuti del 2,7% a 13,7 miliardi, l’ebitda after lease del 6,5% a 3,7 miliardi, ma l’utile 2025 dovrebbe ancora essere in rosso.
Il titolo ha aperto la seduta all’indomani dei conti preconsuntivi in calo del 2,3% a 0,64% per poi ridurre il rosso di pochi centesimi. Secondo Akros: “le previsioni di Tim per l’anno fiscale 2026 e le sinergie con Poste dovrebbero impedire un’ulteriore rivalutazione nel breve termine, salvo un ulteriore consolidamento del settore (fusione Iliad/WindTre e/o Openfibre/Fibercop)”
“Nel 2025 è stato compiuto un altro passo decisivo nel percorso per rendere Tim una società normale, in cui sono stati raggiunti tutti i target per il quarto anno consecutivo”, mentre “l’investimento di Poste nella società ha rafforzato la base azionaria e consolidando la governance del gruppo”, ha detto durante la conference call con gli analisti l’amministratore delegato di Tim, Pietro Labriola, che ha confermato l’intenzione di organizzare nel secondo semestre dell’anno il Capital markets day del gruppo, e nello specifico “dopo l’estate”. Occasione nel corso della quale parlerà delle ulteriori sinergie e progetti.
Parlando delle sinergie con Poste Italiane l’ad ha detto che “con il contratto Mvno per Poste Mobile a regime si prevedono ricavi ad elevata marginalità per circa 100.000 euro all’anno con un netto derisking del nostro piano industriale”.
Dividendo
In conferene Labriola ha chiarito che è previsto “un dividendo di circa 0,5 miliardi, corrispondente al 70% dell’Equity Free Cash Flow post leasing, al netto del canone di concessione e dei dividendi alle minoranze di Tim Brasil. Il pagamento avverra’ nel 2027″.
Ci sono altre due componenti di questa politica di remunerazione per il 2026: “un riacquisto di azioni proprie pari al 50% del ricavato della cessione di Sparkle, da avviare al completamento dell’operazione” e “un pagamento in contanti fino a 0,7 miliardi di dollari agli attuali azionisti di risparmio in relazione alla conversione delle azioni, il cui completamento e’ previsto entro la fine di maggio
I conti
Il preconsuntivo dell’esercizio 2025 ha registrato ricavi in crescita del 2,7% a 13,7 miliardi, di cui 9,5 miliardi (+1,9%) realizzati sul mercato domestico e 4,2 miliardi (+4,6%) in Brasile. L’ebitda è aumentato del 6,4% a 4,4 miliardi, con un apporto simile tra mercato domestico (+5,2% a 2,2 miliardi) e Brasile (+7,7% a 2,1 miliardi).
Gli investimenti sono stati pari a 1,9 miliardi, pari al 13,9% dei ricavi. A fine anno l’indebitamento finanziario netto rettificato after lease è sceso sotto 6,9 miliardi, beneficiando in particolare di un equity free cash-flow after lease di oltre 0,7 miliardi nel quarto trimestre. Nel dato è compreso ancora l’indebitamento di Sparkle, il cui passaggio a MefRetelit dovrebbe essere completato entro metà anno.
La restituzione del canone avrà invece impatto positivo sul saldo del conto economico, ma l’esercizio 2025 dovrebbe chiudersi ancora in rosso.
I business, vola il cloud
Per quanto riguarda i vari business del gruppo, Tim consumer ha riportato ricavi per 6 miliardi (-0,9%), con ricavi da servizi per 5,5 miliardi (-0,6%). I ricavi di Tim Enterprise sono cresciuti del 7% a 3,5 miliardi, con ricavi da servizi a 3,3 miliardi (+8,6%), meglio del mercato di riferimento. Il cloud si conferma come la principale linea di business e in crescita con un incremento del 24% di ricavi da servizi.
Buyback
Tim ha deliberato di proporre all’assemblea del prossimo 15 aprile un programma di riacquisto di azioni proprie fino a un massimo di 400 milioni di euro, per un quantitativo massimo pari al 3,3% del capitale. Il buy-back in parte potrà essere a servizio dei piani di remunerazione e incentivazione azionaria del management. All’assemblea di bilancio sarà inoltre proposto il raggruppamento delle azioni ordinarie nel rapporto di una nuova azione ogni dieci vecchie. A valere sul 2026 la remunerazione agli azionisti è confermata al 70% del valore dell’equity free cash flow after lease, al netto dell’impatto del canone e dei dividendi di pertinenza delle minoranze di Tim Brasil.
Le attese 2026
Per quest’anno il gruppo guidato da Pietro Labriola prospetta una crescita dei ricavi compresa tra il 2% e il 3%, con i ricavi sul mercato domestico in aumento tra l’1% e il 2%. L’Ebitda after lease è previsto in crescita tra il 5% e il 6%, con un +4% del dato a livello domestico. L’equity free cash flow after lease dovrebbe attestarsi intorno a 1,8 miliardi, mentre il rapporto indebitamento netto after lease e Ebitda after lease dovrebbe scendere sotto 1,7, “best in class”, sottolinea la società, tra i comparabili europei.
L’affare Sparkle
I tempi per la chiusura della vendita di Sparkle a Mef-Retelit si allungano: il closing del deal da 700 milioni di euro è atteso ora nel secondo trimestre del 2026. Originariamente, la cessione della società dei cavi sottomarini al consorzio del 70% del Tesoro e del 30% dell’operatore in mano al fondo spagnolo Asterion si sarebbe dovuta concludere entro la fine del 2025. I supplementari sono dettati dalle autorizzazioni Antitrust che ancora mancano. Bruxelles avrebbe chiesto delucidazioni su alcuni aspetti tecnici data la complessità e l’importanza del settore in cui operano le società coinvolte.
“Prevediamo il completamento della vendita di Sparkle nel secondo trimestre, riflettendo i tempi del processo di autorizzazione. Non siamo preoccupati. E’ solo una questione di tempo”, ha chiarito l’ad