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Tesla, doccia fredda da JP Morgan: titolo ‘drammaticamente sopravvalutato’. E trader Grande Scommessa dice short

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Il titolo Tesla è arrivato a un livello “drammaticamente sopravvalutato” e gli investitori che stanno pensando di fare incetta di azioni in vista del suo debutto nell’indice S&P 500 – previsto per il prossimo 21 dicembre – dovrebbero ripensarci. E’ quanto ha scritto in una nota ai clienti – si legge in un articolo di Bloomberg –Ryan Brinkman, analista di JP Morgan.

Tesla vehicles are on display at a Tesla store in Palo Alto, California, United States on October 3, 2019. Telsa Inc. shares fell more than 4 percent on Thursday, after a weaker than expected 3rd quarter deliveries. (Photo by Yichuan Cao/NurPhoto via Getty Images)

Brinkman ha fatto notare che, nell’arco degli ultimi due anni, le quotazioni del colosso produttore di auto elettriche sono volate di oltre +800%. E che, a fronte di una revisione al rialzo dei target price, che è stata del 450% circa, gli analisti hanno simultaneamente tagliato le stime sugli utili del gruppo, relativi agli anni che vanno dal 2020 al 2024.
Questa contraddizione, ha sottolineato l’analista, “suggerisce in modo netto l’idea che ci sia qualcosa che sta sostenendo il titolo che sia diverso dai fondamentali (fervore speculativo?)”.
In realtà anche Brinkman ha rivisto al rialzo il target price sul titolo Tesla, ma l’upgrade sa più di una bocciatura più clemente che non di una vera e propria promozione.
Il titolo Tesla è scambiato infatti poco al di sopra di 600 dollari, mentre l’esperto di JP Morgan ha alzato l’obiettivo da $80 a $90, citando come motivazione l’annuncio di martedì scorso, con cui il gigante ha reso noto che procederà a un aumento di capitale di  $5 miliardi.

E il trader che ha ispirato La Grande Scommessa shorta il titolo

Oltre ad alzare il target price l’analista di JP Morgan ha reiterato il rating sell sul titolo. Stando a quanto riporta Bloomberg, gli analisti in media hanno un target price di 364 dollari sul titolo, valore che si conferma in forte ribasso rispetto alle quotazioni attuali, volate di quasi +670% nel periodo compreso tra il 1° gennaio e lo scorso 8 dicembre.
C’è da dire che questa non è certo l’unica nota negativa su Tesla. Michael Burry, noto per aver guadagnato $100 milioni scommettendo sul collasso del mercato immobiliare Usa e interpretato da Brad Pitt nel film “The Big Short” (La Grande Scommessa), ha rivelato di recente con un tweet poi cancellato di shortare Tesla.
Numeri alla mano, il gigante mega cap di Wall Street è arrivato a superare nella sessione di giovedì scorso la soglia di capitalizzazione di mercato di $600 miliardi: tuttavia, nei primi nove mesi dell’anno, il fatturato si è attestato a $21 miliardi, a fronte di utili operativi per un valore di appena $1,4 miliardi.
Il titolo Tesla ieri ha pagato la nota di Brinkman, chiudendo in ribasso di quasi il 7%. L’analista ha d’altronde ricordato, anche, che il titolo è scambiato a un valore pari a 1.325 volte il suo PE di lungo termine e a 291 volte le stime sugli utili del 2020.
Le azioni hanno guadagnato il 57% da quando S&P Dow Jones Indexes ha annunciato l’imminente ingresso nell’indice S&P. La notizia ha scatenato ulteriori reazioni bullish sul titolo, anche in vista delle manovre dei gestori di quei fondi ETF che replicano l’indice S&P 500 e che, di conseguenza, si sono trovati nella necessità di acquistare il titolo per aggiungerlo ai loro portafogli. Agli altri che non lo hanno ancora fatto, Brinkman ha consigliato di rimanere fermi, proprio a causa di un valore drammaticamente sopravvalutato che emerge “praticamente da qualsiasi parametro convenzionale esistente“.