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Tenaris: corre ancora in Borsa, decisiva la rottura 14,5 euro (analisi fondamentale/tecnica)

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Tenaris sta attraversando una fase favorevole in Borsa beneficiando non solo degli ottimi risultati archiviati che hanno battuto le stime, col management che ha dato un buon outlook sul primo quarter 2018, ma anche dalle politiche americane in materia di lotta al dumping.

Donald Trump starebbe preparando infatti una maxi stangata sulle importazioni di acciaio e alluminio negli Stati Uniti. Il presidente americano è propenso a optare per dazi del 24% su tutte le importazioni di acciaio e del 10% per quelle di alluminio. Lo riporta l’agenzia Bloomberg citando alcune fonti.

Trump dunque sta valutando le raccomandazioni che gli sono state presentate dal Dipartimento del Commercio, secondo il quale le importazioni di acciaio e alluminio sono una minaccia per la sicurezza nazionale.

Commento fondamentale: titolo a premio nonostante forte rialzo EPS 2018

Il titolo dalla data di pubblicazione dei risultati ha beneficiato di un rialzo del 6,4%, passando da 13,55 euro, agli attuali 14,5 euro e sovraperformando il mercato del 6%. Performance come abbiamo detto legata ai migliorati fondamentali e alla favorevole congiuntura macro.

Da sottolineare che, dalla data di pubblicazione dei risultati, gli analisti hanno alzato le stime sull’EPS 2018 del 15%, giustificando così l’incremento dei prezzi, anche se sui multipli il titolo rimane caro. Tenaris tratta a 31,3 volte il P/E 2018 e 24,6 volte quello 2019. Il primo a premio del 31% sui peers, il secondo allineato al mercato. A premio ancora l’Ev/Ebitda sia 2018 che 2019, rispettivamente a 14,3 e 11,1 volte (vs 7,96 e 7,6 volte dei peers).

Ricordiamo che di 19 analisti che seguono il titolo, 10 hanno raccomandazione buy e solo 7 sono hold. 2 i sell. Il target price medio è di 15,63 euro, con un potenziale di rivalutazione del 8,2%.

Commento Tecnico: fondamentale la rottura al rialzo dei 14,5 euro

Tenaris dopo il forte rialzo avviato a ottobre del 2017 dal supporto statico degli 11 euro, ha raggiunto il massimo 2018 a 14,65 euro. Da qui i corsi, subendo la correzione avviata a fine gennaio dal petrolio e in sincronia con gli altri titoli del settore, ha invertito direzione tornando sul supporto statico collocato a 12,55 euro. Livello da cui i prezzi sono ripartiti con forza in scia alle diverse notizie favorevoli uscite da metà febbraio.
Almeno due i gap di continuazione lasciati sul terreno, il 19 e 22 febbraio.

Tenaris ora si trova ad affrontare la resistenza statica sui massimi a 14,5 euro, dove passa anche la resistenza dinamica descritta dalla ex trend line rialzista di medio termine.

Da un punto di vista tecnico ed utilizzando le estensioni di Fibonacci, un primo target, se i prezzi riusciranno a superare tale livello (14,5 euro), è 14,77 euro (estensione del 61,8% del movimento di prezzo sviluppato tra novembre 2017 e novembre 2018, proiettato dal minimo di metà febbraio). Oltre tale livello la resistenza successiva è a 15 euro.

Il mancato superamento nelle prossime sedute del massimo a 14,5 euro, potrebbe vedere un test al ribasso dei 14 euro, livello di supporto molto importante.