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Telecom risorge in Borsa con +40% in un mese, rebus rete unica a snodo decisivo. Ma occhio a mosse Vivendi e nodo governance per 2021

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Il mese di novembre ha visto la riscossa di molti titoli a Piazza Affari. Tra i migliori in assoluto spicca il nome di Telecom Italia, che sta confermando anche in queste ultime sedute del mese la forza relativa sotto la spinta delle crescenti attese di possibili sviluppi positivi sul fronte rete unica. Gli investitori ‘tifano’ per uno sblocco decisivo entro fine anno e il pressing del governo per sbloccare la situazione sembra in effetti portare a sviluppi decisivi nel corso delle prossime settimane.
Il titolo della maggiore tlc italiana segna oggi oltre +3% con un massimo toccato a 0,4095 euro. Era dalle ultime sedute di agosto che Telecom non toccava la soglia di 0,40 euro. Un ulteriore scatto proietterebbe il titolo sui massimi dallo scorso marzo. Rispetto ai livelli a cui aveva chiuso il mese di ottobre (0,2914 euro), il titolo TIM segna un balzo di quasi +40%, andando quasi a velocità doppia rispetto al Ftse Mib.

Lettera Infratel a OF alimenta pressione sul fronte rete unica

Sui quotidiani emerge che Infratel avrebbe inviato una lettera a Open Fiber sui ritardi dell’attuazione del piano di copertura FTTH. Stando a quanto riportato da Corriere della Sera e Fatto Quotidiano Open Fiber sarebbe in ritardo rispetto ai target aggiornati forniti a maggio con 3144 progetti consegnati da OF, 600 meno del piano iniziale e 400 meno del piano rivisto a maggio scorso. Open Fiber ha replicato che la progressione dei progetti è coerente con i target di copertura al 2023. Infratel si riserva di intraprendere le azioni opportune a tutela dell`interesse pubblico e il fatto riporta che al MISE pende una richiesta di revoca della concessione nelle aree dove i ritardi sono significativi. “L`intervento di Infratel a nostro avviso crea ulteriore pressione su OF e indirettamente su ENEL per accelerare il progetto rete unica, un catalyst positivo per TIM”, rimarcano oggi gli esperti di Equita SIM.

Dicembre decisivo

Nei giorni scorsi le indicazioni stampa vedevano l’arrivo di una possibile decisione sul tema Open Fiber nel CdA di ENEL previsto per il 17 dicembre. Il ceo di Enel, Francesco Starace, a margine della presentazione del nuovo piano non si era sbilanciato su una deadline precisa, ma aveva parlato di settimane come orizzonte per una decisione.

Vivendi pronta a nuova battaglia su governance?

C’è poi l’ingombrante ruolo di Vivendi. L’azionista transalpino, stando a quanto riporta Il Sole 24 Ore, vorrebbe riguadagnare un ruolo in prima linea nel progetto rete unica. Vivendi, che si sarebbe anche lamentata con il top management di TIM per le basse quotazioni del titolo in Borsa, si starebbe muovendo anche per individuare una nuova lista per il CdA in scadenza nel 2021. A questo proposito, la stessa fonte menziona che Vivendi starebbe sondando alcuni potenziali candidati, citando l’ex amministratore delegato Marco Patuano (che era stato estromesso dalla stessa Vivendi nel 2016), Maximo Ibarra e Francesco Caio.
“Se confermata, la mossa di Vivendi rischia di riaprire una lotta per la governance che pensiamo sarebbe deleteria nell’attuale contesto cruciale di allineare tutte le stelle e finalizzare l’accordo di rete unica”, rimarcano gli analisti di Intesa Sanpaolo.