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Telecom Italia e i dubbi sollevati da Moody’s, per analisti dividendo non è un problema. Titolo in forte calo oggi

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Raffica di vendite oggi sul titolo Telecom Italia (-3,6% a 0,384 euro) che si accoda al dietrofront di tutto il settore tlc europeo (-2,6% l’Euro Stoxx Telecommunications). Pesa il tonfo di oltre l’8% di Telefonica a Madrid. La tlc iberica paga l’indagine aperta dall’Antitrust inglese sulla combinazione tra Virgin Media e O2 (la seconda è controllata da Telefonica). La CMA ritiene che tale fusione da 38 mld di dollari potrebbe avere un impatto sui consumatori britannici. Lo scorso maggio Telefónica ha raggiunto un accordo con Liberty Global, che controlla Virgin Media, per fondere le sue attività nel Regno Unito e formare una joint venture che darà vita a un fornitore tlc integrato in Regno Unito con oltre 46 milioni di abbonati video, a banda larga e mobili e un fatturato di circa £ 11 miliardi.

Analisti si interrogano su dubbi di Moody’s

Nello specifico a pesare su TIM c’è anche la decisione di Moody’s di ridurre il rating sul debito del gruppo a “Ba2” con outlook negativo. Inoltre, l’agenzia di rating si aspetta che ulteriori investimenti in Brasile con la controllata OI insieme alla restaurata politica dei dividendi e alla crescente complessità della struttura del gruppo si traducano in rischi economici e finanziari più elevati.
Le perplessità sollevate da Moody’s sono state soppesate oggi dagli analisti. Mediobanca Securities, che ha rating outperform su Telecom Italia con tp a 0,63 euro, rimarca come la maggiore tlc italiana sia riuscita a ridurre il proprio debito dai 23,3 miliardi del 2018 a 20,7 miliardi a fine 3° trimestre 2020, o 17,3 miliardi se si includono la monetizzazione delle torri e la transazione KKR. Nel 2021 Gli analisti di piazzetta Cuccia si aspettano che il leverage ratio si riduca al di sotto di 3 volte, con TIM che quasi colmerà il divario coni peers UE.
Per quanto concerne il nodo della distribuzione del dividendo (0,01 euro per azione ordinaria, per complessivi 100 mln) non è visto come un problema considerando la generazione di cassa (1 mld nei primi 9 mesi 2020). Gli analisti di Mediobanca vedono l’investimento in Brasile come una svolta e dovrebbe fornire un contributo positivo
già dal primo anno.
Sul fronte domestico, TIM vede oltre il 70% circa dei suoi ricavi nazionali da linea fissa, segmento in cui gli analisti stimano un ritorno alla crescita nei prossimi trimestri sotto la spinta della continua propensione per le connessioni in fibra e ben sostenuto da incentivi e sussidi governativi (oltre 40 miliardi di euro di fondi NextGenerationEU saranno dedicati al digitale).

Difficile che Tim alzi la cedola sulle azioni ordinarie

Anche Equita SIM vede per Telecom Italia un trend di stabilizzazione dell’ebitda domestico citando il miglioramento in particolare sulla rete fissa, gli stimoli sul mercato dal recovery fund (voucher, gare per la PA, crediti fiscali di stimolo per ICT e Cloud) e la minore propensione alla sostituzione fisso-mobile. La sim milanese, che ha rating buy su TIM con tp a 0,47 euro, vede poi un deal in Brasile migliorativo del contesto competitivo e finanziabile localmente e il progetto rete unica in grado di dare visibilità all`EBITDA wholesale domestico. Sul tema dividend policy, i commenti di Moody’s riducono la probabilità che TIM possa alzare la remunerazione per le ordinarie, sostenendo quindi il premio delle risp rispetto alle ordinarie (7,7% a ieri, ossia 3,4% ex-dividendo nella nostra ipotesi di conferma di 0,01 euro per le ordinarie)”, conclude Equita.
Ieri, intanto, TIM ha annunciato anche un accordo con BT per rilevare le attività in Italia legate a PA e SMEs, mentre BT manterrà le attività realizzate con grandi aziende e multinazionali. Le attività cedute hanno generato 90 ml di ricavi nel 2019.