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Telecom Italia agli inferi, anche Barclays vede nero. Asta 5G peserà su debito

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Non conosce fine la parabola ribassista di Telecom Italia che ancora oggi veste la maglia nera all’interno del Ftse Mib aggiornando i minimi a oltre 5 anni. Dopo il pesante -8% di settimana scorsa, stamattina il titolo è arrivato a cedere oltre il 3% toccando un minimo a 0,5012 euro, pari ai nuovi minimi a oltre 5 anni.

Il titolo Tim allunga così la striscia negativa degli ultimi mesi che ha visto le quotazioni sgonfiarsi del 40% in poco meno di 5 mesi. Il 7 maggio il titolo infatti quotava 0,86 euro. A preoccupare gli investitori sono diversi fattori di rischio, dall’aumento della concorrenza in Italia alla frenata sul fronte cessioni e la posizione in bilico dell’ad Amos Genish; inoltre i rilanci a livelli record per l’asta 5G rischia di comportare un esborso ben superiore del previsto per la maggiore tlc italiana.

 

Analisti sempre più pessimisti

 

A pesare oggi è il downgrade deciso da Barclays che ha portato il giudizio a underweight con prezzo obiettivo a 0,43 euro.

Continua quindi il trend di ridimensionamento delle aspettative sul titolo che negli ultimi 6 mesi ha visto il target price medio degli analisti abbassarsi del 16% circa. Il prezzo medio indicato è di 0,74 euro.

Il prezzo obiettivo indicato da Barclays è tra quelli più bassi, battuto solo da Exane che circa un mese fa ha portato il target price su Telecom a soli 0,38 euro.

 

Asta 5G rischia di far lievitare debito

 

Tra gli analisti si guarda in questi giorni soprattutto alle valutazioni record dell’asta 5G, che con gli ultimi rilanci di venerdì scorso sono arrivate a sfiorare i 6 miliardi di euro complessivi. Il rischio è che il business si riveli meno profittevole per le società tlc che devono guardare anche all’elevato livello di indebitamento che caratterizza il settore in Europa, già protagonista in negativo negli ultimi anni. “Anche se le dimensioni dei rilanci hanno rallentato rispetto ai giorni precedenti, il valore delle offerte si è gradualmente avvicinato a 6 miliardi di euro, un livello impensabile alla vigilia dell’asta”, sottolinea Banca IMI.

Telecom sarebbe la tlc che pagherebbe di più, oltre 2,2 mld di euro. Moody’s rimarca che il costo più elevato del previsto per lo spettro 5G aumenterà il debito di Telecom, ma non eserciterà pressioni negative sul suo rating.

Analisi tecnica

Il titolo Telecom in avvio di seduta ha infranto un supporto importante collocato a 0,5174 euro, andando a testare anche 0,5 euro.  Il titolo, rimarca l’Ufficio Studi di FinanzaOnline, rimane inserito nel trend ribassista ben delineato dalla trend line discendente descritta dai massimi di maggio e fine luglio, poi confermata a settembre. Importante ora il veloce ritorno sopra 0,5 euro e soprattutto il break al rialzo della trend line ribassista su citata per evitare il ritorno verso i minimi 2013 a 0,47 euro e mettere nel mirino 0,6 euro. Da dire però che RSI sembra far pensare più ad un ritorno verso il minimo a 0,47 euro che ad un recupero di forza.

Dunque un break in chiusura dei 0,5 euro sancirebbe la ripresa al ribasso dei corsi, mentre una chiusura sopra 0,517 euro, allontanerebbe questo pericolo ma in ogni caso bisognerà aspettare il ritorno sopra la trend line ribassista per pensare ad un recupero di forza e puntare 0,6 euro.