Notizie Notizie Mondo Tassi Fed: primo verdetto del 2026. Barclays sintetizza: “nessun allarme, nessuna sorpresa”

Tassi Fed: primo verdetto del 2026. Barclays sintetizza: “nessun allarme, nessuna sorpresa”

26 Gennaio 2026 10:19

Si avvicina il primo verdetto di politica monetaria del 2026 della Federal Reserve (Fed). Domani prenderà il via la due giorni di riunioni del Fomc, il braccio operativo della banca centrale Usa, con gli annunci attesi per mercoledì 28 gennaio a partire dalle 20 ora italiana. Il mercato non si attende particolari sorprese, con il Fomc che dovrebbe mantenere i tassi nel range tra 3,50-3,75% e ribadire di non avere fretta di tagliare ulteriormente.

Ci sono però diversi temi e implicazioni che è, tuttavia, necessario valutare. Ad esempio, l’indipendenza della Fed e la nomina del nuovo presidente per il dopo Powell (il mandato scadrà a maggio 2026).

Sale l’attesa per il dopo Powell, con il nome di Rick Rieder in arrivo da BlackRock (al 47% su Polymarket) che prende quota, superando quello dell’ex consigliere della Fed ed ex banchiere di Morgan Stanley, Kevin Warsh (al 29%).

Preview Fed: tassi fermi, attesa per parole Powell

Nessun allarme, nessuna sorpresa per la riunione di questa settimana. Sintetizzano così gli economisti di Barclays che, in linea con le attese del mercato, non si attendono revisioni del costo del denaro dopo i tre tagli di fine 2025. “Il Fomc manterrà quasi sicuramente l’intervallo dei Fed Funds al 3,50-3,75% questa settimana, in linea con le indicazioni del comunicato di dicembre e con i recenti commenti dei partecipanti alla Fed secondo cui la politica monetaria è ora ben posizionata o in una buona posizione”, sottolineano gli esperti della banca d’affari Uk, suggerendo che lo statement ufficiale di gennaio dovrebbe mantenere la formula di valutare “l’entità e la tempistica di ulteriori aggiustamenti [dei tassi]” e quindi non ha fretta di abbassare i tassi”. Un messaggio che dovrebbe essere ribadito anche dal presidente Powell.

“Il fatto che la crescita sia solida, la disoccupazione bassa, i mercati azionari vicini ai massimi storici e l’inflazione superiore all’obiettivo giustificano una pausa – avvertono gli economisti di ING – . La risoluta difesa dell’indipendenza della banca centrale da parte del presidente Jerome Powell lo scorso 11 gennaio, in risposta alle continue pressioni del presidente Donald Trump per abbassare i tassi, lo conferma. Ci saranno dissensi, ma saranno probabilmente limitati all’arcinemico Stephen Miran e a Chris Waller, che rimane in lizza come potenziale prossimo Presidente della Fed“.

Nel corso della conferenza stampa successiva alle decisioni ufficiali, non mancherà la domanda sulle recenti minacce dell’amministrazione Usa. Per Barclays, Powell probabilmente ribadirà che intende “continuare a fare il lavoro che il Senato gli ha confermato”, lasciando aperte le opzioni e lasciando intendere che potrebbe rimanere nel Fomc come governatore dopo il 15 maggio.

I tagli attesi nel 2026

Se la prima riunione del 2026 dovrebbe chiudersi con tassi in pausa, quali sono le attese per il resto dell’anno? Secondo le stime di Barclays, la Fed taglierà i tassi due volte quest’anno, nel meeting di giugno e in quello di dicembre.
Anche da ING indicano come probabili ulteriori tagli dei tassi da parte della Fed. E precisano: “La nostra view è che la Fed taglierà i tassi alle riunioni del Fomc di marzo e giugno, ma il rischio è che avvenga con un ritardo di circa tre mesi. Per attuare un taglio dei tassi a marzo, il doppio mandato della Fed dovrà essere sottoposto a ulteriori pressioni, in tempi rapidi. L’impatto dei dazi sull’inflazione è stato più contenuto del previsto e i dati post-shutdown hanno fornito sorprese al ribasso, ma probabilmente sarebbero necessari due cali consecutivi dell’occupazione nei report di gennaio e febbraio per ottenere il sostegno della maggioranza dei membri”.

Post Powell, i potenziali candidati

La corsa alla presidenza della Fed potrebbe essere alle battute finali e rubare la scena agli annunci della Fed di mercoledì. Potrebbe arrivare questa settimana la decisione ufficiale su chi prender il posto di Jerome Powell alla guida della banca centrale Usa. Secondo quanto riportato da “The Financial Times“, il manager di BlackRock Rick Rieder starebbe ora emergendo come uno dei principali candidati dopo che le sue quote su Polymarket sono balzate dal 6% al 47%. Salgono le scommesse che il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, preferisca sostenere un candidato con stretti legami con Wall Street per sostituire Powell al termine del suo mandato.

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