Intel crolla in borsa dopo i conti del Q4 e le previsioni sotto le attese di Wall Street
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La stagione delle trimestrali entra nel vivo e torna a imporsi come uno dei principali market mover per i mercati azionari globali. Dopo l’avvio affidato alle grandi banche statunitensi (da JPMorgan Chase a Bank of America) che hanno aperto la tornata dei conti confermandosi catalizzatori del sentiment di mercato, l’attenzione degli investitori si è ora spostata sul settore tecnologico.
Ad aprire le danze è stata Intel, attiva nella produzione di microprocessori, componenti di rete e chipset. Il gruppo ha chiuso il quarto trimestre del 2025 con ricavi in calo ma superiori alle attese degli analisti. A pesare sul titolo a Wall Street sono state però soprattutto le indicazioni prospettiche fornite dal management sul trimestre in corso: durante la conference call, le azioni Intel sono scese fino a 46,75 dollari.
Conti in discesa e previsioni a ribasso
Le azioni di Intel Corp. sono crollate fino al 14% nelle contrattazioni after-hours dopo che l’amministratore delegato Lip-Bu Tan ha fornito una previsione deludente e ha avvertito che il produttore di chip sta affrontando problemi produttivi. Le stime per ricavi e utili del primo trimestre dell’anno in corso si sono collocate ben al di sotto delle attese di Wall Street. Inoltre, la conference call con gli analisti, durante la quale Tan ha affermato che serviranno “tempo e determinazione” per risollevare l’azienda, ha innescato ulteriori vendite sul titolo.
Nel quarto trimestre, i ricavi sono scesi del 4,1% a 13,7 miliardi di dollari. L’utile per azione è stato di 15 centesimi, esclusi alcuni elementi, superando le stime di mercato. Il margine lordo, calcolato come percentuale dei ricavi al netto dei costi di produzione, è stato pari al 37,9% su base rettificata. Nel periodo in corso è atteso in calo al 34,5%. In passato, quando Intel era al massimo della propria forza, i margini superavano regolarmente il 60%.
Intel prevede ricavi tra 11,7 e 12,7 miliardi di dollari nel primo trimestre. Il valore centrale dell’intervallo è inferiore ai 12,6 miliardi stimati dagli analisti. L’azienda si attende un utile per azione in pareggio, al netto di alcune voci straordinarie, contro una previsione di mercato di 8 centesimi per azione. Secondo il direttore finanziario Dave Zinsner “i livelli attuali non sono in alcun modo accettabili” e i 53 miliardi di dollari di ricavi del 2025 restano circa 25 miliardi sotto il picco del 2021.
Tanto lavoro da fare
Le difficoltà produttive continuano a pesare sul percorso di rilancio del gruppo, deludendo le aspettative degli investitori che confidavano in un contributo più incisivo dei nuovi prodotti. «Siamo impegnati in un percorso di medio-lungo periodo», ha spiegato l’amministratore delegato Lip-Bu Tan. Intel, primo produttore mondiale di processori per personal computer, deve fare i conti con rese produttive ancora basse, che limitano la capacità di evadere gli ordini. Un problema che si inserisce in un tentativo di recupero del vantaggio tecnologico e delle quote di mercato perse negli ultimi anni.
La domanda resta “piuttosto sostenuta” e l’azienda sta lavorando per risolvere le criticità operative, ha aggiunto Tan, ma nel quarto trimestre le scorte sono state in gran parte utilizzate. “Le rese e i livelli di produzione non sono all’altezza dei miei standard” ha riconosciuto il CEO. Sul fronte dell’offerta, il direttore finanziario Dave Zinsner ha chiarito che nuove forniture, in particolare dei chip per server, più redditizi, non arriveranno prima della fine del primo trimestre. L’aumento della produzione sarà graduale nel corso dell’anno, mentre la realizzazione di nuovi volumi richiederà ancora diversi mesi.
Buoni risultati per i data center
All’inizio del mese Intel ha annunciato l’arrivo sui dispositivi del design dei nuovi processori Panther Lake, presentati dall’amministratore delegato Lip-Bu Tan al CES di Las Vegas. Il gruppo è impegnato in una competizione sempre più serrata con Advanced Micro Devices e con nuovi potenziali concorrenti come Qualcomm per la leadership nella nuova generazione di PC abilitati all’intelligenza artificiale.
Nel trimestre, la divisione client computing ha registrato ricavi per 8,2 miliardi di dollari, leggermente sotto le attese, mentre le vendite dei data center sono salite a 4,7 miliardi, superando le stime. Intel Foundry Services ha generato 4,5 miliardi di dollari di ricavi, in crescita del 3,8% su base annua, restando però ancora fortemente dipendente dagli ordini interni. La sfida centrale rimane l’esecuzione operativa, ha ammesso Tan, sottolineando che il miglioramento dei processi resta la priorità del gruppo.