Notizie Notizie Mondo Tassi Fed: le previsioni degli economisti per ottobre e i prossimi mesi

Tassi Fed: le previsioni degli economisti per ottobre e i prossimi mesi

27 Ottobre 2025 10:44

L’ultima settimana di ottobre sarà caratterizzata dagli annunci di quattro banche centrali: la Federal Reserve (Fed), Bank of Canada, Banca centrale europea (Bce) e Bank of Japan (BoJ). Le attese danno le prime due pronte a tagliare i tassi d’interesse, e le altre due (per entrambe le riunioni sono fissate per giovedì) restare in pausa.

Vediamo nel dettaglio le attese per questo meeting Fed, nonostante il blackout quasi totale dei dati economici prosegua a causa dello shutdown governativo.

Taglio in arrivo a ottobre: qual è la motivazione a favore di una seconda sforbiciata?

Tutto pronto per il nuovo meeting della Fed, con il Fomc che si riunirà domani e mercoledì. Gli annunci ufficiali e la conferenza stampa di Jerome Powell sono previsti nella serata del 29 ottobre.

Il mercato non ha quasi più dubbi e si attende un secondo taglio consecutivo dei tassi di interesse per sostenere un mercato del lavoro instabile. “C’è un largo consenso che la Fed effettuerà un nuovo taglio di 25 punti base, portando il corridoio di riferimento al 3,75% 4,00%. Il presidente Powell, nel suo ultimo discorso, ha chiaramente aperto alla possibilità di nuove riduzioni entro fine anno, pur suggerendo che l’approccio rimarrà prudente e graduale, con decisioni prese di meeting in meeting”, ha sottolineato Filippo Casagrande, chief of investments di Generali Investments.

La principale motivazione per i tagli è il rallentamento del mercato del lavoro, sebbene la crescita economia resti solida. Per contro, Powell ha sottolineato come l’inflazione rimanga sopra il target, e molti analisti ritengono che i dazi debbano ancora impattare al rialzo i numeri di inflazione nei prossimi sei mesi. Le stime sull’inflazione sono del +2,8% nel 2025 (invariata) e +2,9% nel 2026 (in marginale rialzo rispetto ad un mese fa).

“I rischi d’inflazione al rialzo si stanno attenuando, ma aumentano le preoccupazioni per il mercato del lavoro. Si prevede che la Federal Reserve risponderà con un altro taglio dei tassi di interesse di 25 punti base mercoledì, e potrebbe anche portare a termine il QT”, segnalano da ING sottolineando che il problema più urgente è proprio il deterioramento del mercato del lavoro.

Il rapporto sull’indice dei prezzi al consumo di venerdì “dovrebbe mantenere la Fed concentrata sul mercato del lavoro in termini di traiettoria politica a breve termine. In assenza del rapporto sull’occupazione di settembre, un taglio a ottobre sembra ormai cosa fatta”, hanno poi osservato gli economisti della Bank of America.

Lo shutdown prosegue

Intanto lo shutdown prosegue negli Usa, e con il blocco delle attività governative ancora in corso è a rischio la pubblivcazione dei dati Usa di questa settimana. Il mercato delle scommesse attribuisce una probabilità del 49% che il blocco duri oltre il 16 novembre. “Lo shutdown in corso significa che probabilmente non vedremo il PIL statunitense del terzo trimestre atteso questa settimana, dove il consenso era per un dato annualizzato trimestrale ragionevolmente solido del 3%”, ricordano gli esperti di ING.
Uno dei pochi dati chiave ad essere stato pubblicato, seppur in ritardo, è stata l’inflazione Usa per il mese di settembre diffusa venerdì scorso.

Dibattito tra falchi e colombe destinato a proseguire

Se il meeting è considerato un “done deal“, quali sono le attese per il finale d’anno e il 2026? Secondo l’analisi di Bloomberg, qualsiasi altro tentativo della Fed di estendere il ciclo di allentamento oltre ottobre potrebbe incontrare una rinnovata opposizione da parte di alcuni funzionari che rimangono preoccupati per l’inflazione.

Guardando al pricing di mercato, Generali Investments ricorda che il consenso per la Fed è di due tagli entro fine anno (il secondo nel meeting del 10 dicembre) e di tre tagli nel 2026, di cui i primi due entro giugno, sostanzialmente in linea con le aspettative del mese scorso. A fianco a questo, un altro intervento atteso è quello della fine del Quantitative Tightening, la riduzione del bilancio della Fed.

Fed e il dopo Powell

Non solo tagli, a proposito della Fed si guarda anche al dopo Powell. Il Segretario al Tesoro statunitense, Scott Bessent, ha annunciato la rosa di cinque candidati per la nomina del nuovo presidente della Fed al posto di Jerome Powell (il cui mandato scadrà nel maggio 2026). Il “candidato a sorpresa” nella lista è Rick Rieder di BlackRock, che potrebbe essere accolto con favore dal mercato data la sua esperienza nei mercati obbligazionari.
In lizza anche gli attuali membri del Fomc Christopher Waller e Michelle Bowman, l’ex governatore della Fed Kevin Warsh, e il direttore del Consiglio Economico Nazionale della Casa Bianca, Kevin Hassett. Bessent spera di presentare una “buona lista” al Presidente Donald Trump dopo il Ringraziamento.