Notizie Notizie Mondo Tassi Bce, tra un mese gli annunci. Ecco cosa dice l’ultimo sondaggio Bloomberg

Tassi Bce, tra un mese gli annunci. Ecco cosa dice l’ultimo sondaggio Bloomberg

11 Maggio 2026 09:23

Tra un mese esatto tornerà a riunirsi a Francoforte la Banca centrale europea (Bce) che potrebbe, secondo le attese, tornare in azione sui tassi.

Un potenziale rialzo atteso dagli economisti, su cui ha preferito non sbilanciarsi la presidente Christine Lagarde, sottolineando che le settimane che mancano alla prossima riunione (quella dell’11 giugno) saranno il “momento giusto” per valutare l’impatto e l’eventuale evoluzione del conflitto in Medio Oriente.

Nel corso di un’intervista al “Financial Times” diffusa oggi, il Vicepresidente uscente della Bce, Luis de Guindos, ha invitato i colleghi a mantenere un atteggiamento cauto in vista della prossima decisione sui tassi d’interesse, considerando il progressivo rallentamento della crescita economica.

Mosse Bce: attesi due rialzi nel 2026, il sondaggio Bloomberg

La Banca centrale europea (Bce) probabilmente alzerà i tassi nel corso del 2026 in scia all’aumento dell’inflazione spinta dai costi energetici in scia allo scoppio della guerra in Iran.

E’ quanto emerge da sondaggio condotto tra il 4 e il 7 maggio da Bloomberg fra un panel di economisti che si attende due aumenti da 25 punti base ciascuno a giugno e settembre in linea con le aspettative del mercato che prevedono almeno due rialzi quest’anno. L’ultimo sondaggio prevedeva un solo aumento del tasso sui depositi, attualmente al 2%.

 © Fonte Bloomberg

Sempre secondo le previsioni del consensus Bloomberg, l’inflazione è attesa accelerare fino al 2,9% quest’anno, rispetto al 2,8% dell’ultimo sondaggio. Gli analisti prevedono un rallentamento al 2,1% nel 2027 e il raggiungimento dell’obiettivo del 2% fissato dalla Bce nel 2028. Isabel Schnabel, membro del board della Bce, ha dichiarato la scorsa settimana che la politica monetaria dovrà essere inasprita se lo shock energetico dovesse aggravarsi.

A fine aprile, l’Eurostat ha annunciato i dati preliminari sul Cpi di aprile. Nel dettaglio, l’indice dei prezzi al consumo è salito come d’attese al 3% su base annua contro il 2,6% della passata lettura.

In termini di crescita economica, gli analisti hanno rivisto al ribasso le loro previsioni per il 2026, portandole allo 0,8% dallo 0,9% precedente. Prevedono poi un’espansione dell’eurozona dell’1,3% nel 2027 e dell’1,5% nel 2028.

De Guindos invita alla cautela sui tassi

Il Vicepresidente uscente della Banca Centrale Europea, Luis de Guindos, esorta, invece, a mantenere un atteggiamento prudente prima della riunione dell’11 giugno della Bce che si pronuncerà sui tassi d’interesse in uno scenario d’indebolimento economico.
Gli investitori scommettono su un incremento del tasso di riferimento da parte della BCE durante la prossima riunione del 10-11 giugno, con ulteriori uno o due interventi entro la prossima primavera, per arginare l’impennata dell’inflazione trainata dai costi energetici a causa del conflitto in Iran.

E se i mercati scommettono su nuovi rialzi, la linea di de Guindos, il cui mandato terminerà a fine maggio, è appunto differente.

“Credo sia necessario aspettare prima di decidere la prossima mossa sui tassi d’interesse. Abbiamo bisogno di maggiore chiarezza sul conflitto in Iran. Avremo nuove proiezioni a giugno. La mia impressione è che i dati sulla crescita nelle prossime settimane non saranno positivi – ha detto in una intervista al “Financial Times” -. Bisogna tenere presente che uno shock energetico si riflette solitamente sugli indicatori di inflazione molto più rapidamente che su quelli di crescita. Per questo motivo, invito alla cautela: l’impatto sulla crescita diventerà molto più evidente nelle prossime settimane. Inoltre, abbiamo bisogno di maggiore chiarezza riguardo al conflitto”.

Euro sotto la lente

Con i prezzi del petrolio che rimangono elevati, è probabile che la Bce continui a mantenere una “linea dura”

e i discorsi di Christine Lagarde e Philip Lane di mercoledì potrebbero rafforzare l’ipotesi di un aumento dei tassi di 25 punti base l’11 giugno. Attualmente, la probabilità di tale scenario è dell’82%. E’ quanto sottolinea Chris Turner, global head of markets and regional head of research for UK & CEE di ING, in un report dedicato al forex.

“A meno che non si verifichi una svolta decisiva sui negoziati di pace questa settimana, fatichiamo a immaginare che l’EUR/USD superi quota 1,18 e riteniamo più probabile un calo sotto quota 1,17, spinto dall’aumento dei prezzi negli Stati Uniti e da una politica monetaria più restrittiva da parte della Fed”, ha precisato Turner.