Notizie Notizie Mondo Mercato lavoro Usa resiste: nonfarm payrolls oltre le attese e disoccupazione stabile

Mercato lavoro Usa resiste: nonfarm payrolls oltre le attese e disoccupazione stabile

Pubblicato 8 Maggio 2026 Aggiornato 11 Maggio 2026 12:24

Il mercato del lavoro statunitense continua a mostrare segnali di tenuta, smentendo i timori di un rallentamento economico. Ad aprile, i dati sui nonfarm payrolls hanno evidenziato una dinamica superiore alle aspettative degli analisti, segnando il secondo mese consecutivo di crescita robusta degli occupati (non accadeva da quasi un anno), mentre il tasso di disoccupazione che rimane ancorato al 4,3%.

I dati sul mercato del lavoro Usa: nonfarm payrolls in crescita e disoccupazione ferma al 4,3%

Nel dettaglio, ad aprile l’economia americana ha aggiunto 115.000 nuovi posti di lavoro, superando ampiamente le previsioni che si fermavano a quota 65.000 (consensus Bloomberg). Anche la lettura del mese precedente è stata rivista al rialzo a 185.000 dai 178.000 impieghi inizialmente comunicati.

L’aumento delle assunzioni è stato trainato dal settore sanitario, dai trasporti, dalla logistica e il commercio al dettaglio. L’occupazione nel settore manifatturiero è diminuita leggermente.

La resilienza delle buste paga si inserisce in un quadro di stabilità generale, con un tasso di disoccupazione stabile al 4,3%, valore perfettamente in linea con le stime del mercato e con la rilevazione del mese precedente.

Sul fronte dei compensi, si registra una pressione inflattiva minore delle attese: i salari medi orari sono cresciuti dello 0,2% su base mensile, al di sotto del +0,3% previsto, mentre la crescita annua si attesta al 3,6%, meno del 3,8% stimato dal consensus, seppur in aumento dal 3,4% precedente (rivisto da 3,5%).

La reazione dei mercati ai numeri sull’occupazione e le prospettive per la Fed

I future sugli indici azionari si sono mantenuti in territorio positivo dopo la pubblicazione del report, mentre i rendimenti dei Treasury sono rimasti contenuti (10 anni a 4,37%) e il dollaro si è indebolito. Sostanzialmente stabili le previsioni sui tassi di interesse, attesi invariati nelle prossime riunioni della Federal Reserve.

Il set di dati evidenzia un mercato del lavoro in fase di stabilizzazione. Sebbene la domanda di lavoratori sia ancora contenuta, i licenziamenti rimangono bassi e i tagli fiscali stanno dando impulso alla spesa dei consumatori e agli investimenti delle imprese.

Ossigeno per la Fed, che può conservare un ampio margine di manovra per le prossime mosse sui tassi, concedendosi una pausa prolungata per valutare al meglio i rischi legati al contesto geopolitico. Una questione chiave per il futuro riguarda proprio l’impatto della guerra con l’Iran, che ha già spinto l’inflazione al rialzo e frenato la fiducia dei consumatori (l’indicatore dell’Università del Michigan a maggio è sceso a 48,2 punti, sotto le stime). Una contrazione della spesa dei consumatori o un aumento sostenuto dei costi di produzione potrebbero indurre le aziende a ricalibrare le proprie strategie riducendo ore o posti di lavoro.

Il tema dell’occupazione risulta ancora più importante alla luce dei tagli al personali annunciati da molti colossi, come le big tech Meta Platforms e Microsoft, legati alle spese per l’intelligenza artificiale, nonché per l’impatto che l’AI potrebbe avere su molte attività sostituibili.

Focus su inflazione, funzionari Fed e summit Trump-Xi nella prossima settimana

L’attenzione degli investitori si sposta ora sulla densa agenda economica della prossima settimana, che sarà decisiva per delineare le future mosse di politica monetaria. Il primo appuntamento chiave è fissato per martedì 12, quando verranno pubblicati i dati sull’inflazione di aprile, per la quale si preannuncia un’accelerazione dal 3,3% al 3,7% (dato core, al netto di prezzi alimentari e energetici, dal 2,6% al 2,7%).

Il giorno seguente il focus resterà sui prezzi con la pubblicazione dell’indice dei prezzi alla produzione (PPI), mentre giovedì 14 sarà la volta delle vendite al dettaglio, dato fondamentale per saggiare lo stato di salute dei consumi americani. In questo contesto, i mercati monitoreranno anche gli interventi di diversi esponenti della Fed, tra cui Goolsbee, Kashkari e Barr, alla ricerca di indizi sui prossimi tagli o mantenimenti dei tassi.

Oltre ai dati macroeconomici, resta però predominante il peso della geopolitica. Se da un lato l’incertezza legata ai conflitti in corso continua a pesare sul sentiment globale, l’evento catalizzatore della settimana sarà il vertice tra Donald Trump e Xi Jinping in programma il 14 e 15 maggio. L’incontro tra i leader delle due superpotenze è considerato cruciale per ridefinire i rapporti bilaterali e stabilire nuove coordinate nel commercio internazionale, rappresentando forse la variabile più significativa per la stabilità dei mercati nel breve periodo.