Notizie Notizie Mondo Tagli Fed sempre più un miraggio, l’alert di Pimco. Per Warsh strada in salita già prima di iniziare

Tagli Fed sempre più un miraggio, l’alert di Pimco. Per Warsh strada in salita già prima di iniziare

11 Maggio 2026 08:53

Ennesima fumata nera. Niente accordo tra Usa e Iran con l’ultima proposta inviata da Teheran ai negoziatori statunitensi per porre fine al conflitto che non ha trovato l’appoggio di Trump.

Niente accordo

La controproposta iraniana indicava la necessità di porre fine alla guerra su tutti i fronti e di revocare le sanzioni contro Teheran, ha riferito l’agenzia di stampa semi-ufficiale iraniana Tasnim.

Trump ha rifiutato le condizioni proposte dall’Iran bollandole come “totalmente inaccettabili” in un post sul suo social Truth. “Non mi piace la loro lettera. E’ inappropriata. Non mi piace la loro risposta”, ha spiegato il presidente statunitense in una telefonata ad Axios dopo aver rifiutato l’ultima bozza di accordo per porre fine alla guerra.

La reazione dei mercati

Il mancato accordo, dopo le forti aspettative che si erano create nel weekend, ha innescato una nuova impennata del petrolio. Il future Wti è arrivato a segnare un balzo del 5% circa in area 100 dollari al barile, mentre il Brent viaggia a 105,5 dollari.

In calo invece l’oro che cede l’1,3% in area 4.670 dollari l’oncia. Più moderata la reazione del mercati, con i futures dei principali indici di Wall Street che viaggiano in flebile ribasso.

Settimana scorsa Wall Street ha aggiornato i massimi storici grazie anche ai dati confortanti dal mercato del lavoro, che ha mostrato un aumento di 115.000 posti di lavoro ad aprile, superando le aspettative. Domani attesa per l’importante test circa l’andamento dell’inflazione, attesa in decisa accelerazione per l’effetto caro-energia. Secondo le stime di Bloomberg, l’inflazione si attesterà al 3,8% annuo ad aprile, mentre i prezzi al netto di food ed energia dovrebbero segnare un rialzo del 2,8% a/a.

Analisti ricalibrano previsioni su mosse Fed

Il protrarsi del conflitto in Iran spinge gli analisti a rivedere le loro previsioni sui tassi di interesse. Goldman Sachs, proprio in virtù dei prezzi elevati dell’energia che porteranno a un’inflazione più alta, ha ritoccato le sue stime e adesso prevede che la Federal Reserve tagli il costo del denaro una prima volta a dicembre e poi a marzo 2027 rispetto alla precedente previsione di tagli a settembre e dicembre di quest’anno.

Tra gli esperti non mancano quelli che, alla luce del protrarsi del conflitto, ritengono più che concreto uno scenario che non contempla tagli dei tassi. Anzi Pimco ha avvertito che la Federal Reserve potrebbe dover aumentare i tassi di interesse anziché ridurli. Dan Ivascyn, cio del colosso delle gestioni obbligazionarie, ha dichiarato al Financial Times che la chiusura dello Stretto di Hormuz da parte dell’Iran ha aggravato le difficoltà per la banca centrale Usa, che già faticava a riportare l’inflazione al livello prefissato. Qualsiasi riduzione dei tassi statunitensi sarebbe secondo Pimco “controproducente” data la dinamica dell’inflazione e l’incertezza sulle aspettative, osservando che una tale mossa (ossia un taglio) “potrebbe benissimo portare a tassi a medio e lungo termine più elevati”.

Il mese scorso la Federal Reserve ha mantenuto i tassi d’interesse invariati, con una votazione insolitamente combattuta di 8 a 4, il voto più diviso dal lontano 1992. Secondo il CME Fedwatch, gli operatori di mercato prevedono che la banca centrale manterrà i tassi di interesse stabili nell’intervallo compreso tra il 3,50% e il 3,75% fino alla fine dell’anno.

Warsh si prende la Fed

Il tutto mentre proprio questa settimana si consumerà il cambio alla guida della Fed, con Kevin Warsh che dal 15 maggio prenderà il testimone da Jerome Powell.

Il nuovo governatore si presenta con intenzioni ben chiare, ossia ridurre i tassi sulla convinzione che l’intelligenza artificiale avrà un effetto strutturalmente deflazionistico grazie all’aumento della produttività, alla riduzione dei costi operativi e alla maggiore efficienza delle imprese.

I critici temono che Warsh possa commettere l’errore di anticipare troppo i tagli proprio mentre le dinamiche inflattive innescate dalla guerra in Iran consigliano massima cautela.

L’agenda del prossimo governatore

Nel discorso tenuto ad aprile davanti alla Commissione bancaria del Senato, Warsh ha sostenuto la necessità di un nuovo quadro di politica monetaria per affrontare un’inflazione che resta persistente, senza però entrare nel merito delle possibili soluzioni. Nel corso della testimonianza, il candidato ha sottolineato di essere “assolutamente convinto” della necessità di preservare l’indipendenza della banca centrale, tema centrale nel dibattito in vista della sua possibile nomina. Warsh attribuisce alla stessa Fed la responsabilità di aver consentito l’accelerazione dei prezzi dopo la pandemia.